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TURCHIA IN RIVOLTA CONTRO IL GOVERNO: ANCHE A GENOVA GIOVANI TURCHI MANIFESTANO IN CENTRO CITTA’

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAGENOVA 2 GIU. La Turchia in rivolta contro il Premier Erdogan e a Genova si manifesta per solidarietà e informazione. Ieri nel capoluogo ligure in Piazza De Ferrari verso le 15 sono comparsi una ventina di giovani turchi, perlopiù studenti universitari in città con cartelloni, striscioni e bandiera nazionale per dimostrare la propria partecipazione verso i moti di piazza che stanno movimentando Ankara e Istanbul.

La scintilla che ha fatto scoppiare una protesta politica più profonda contro la presunta progressiva  islamizzazione della società turca, è stata la decisione di radere al suolo i 600 alberi del “polmone verde” di Gezi Park in pieno centro affacciato sul Bosforo, nei pressi di Piazza Taksim, per insediarvi al suo posto un grande complesso commerciale.

Oggi terzo giorno di cortei e presidi nel Paese medioasiatico, con massiccia reazione della polizia . Piazze ancora in fibrillazione, 1.700 gli arresti eseguiti dagli agenti antisommossa, molti dei quali già rilasciati. Erdogan: “Twitter pericolo per la democrazia” ed ecco perché uno dei “giovani turchi” a Genova mostra la propria maglietta con il richiamo al popolare social.network.  Fonti di Amnesty International dichiarano intanto che cinque persone tra i manifestanti sono in fin di vita.OLYMPUS DIGITAL CAMERA


Anche oggi ad Istambul i manifestanti si sono riversati ancora in Piazza Taksim, ma per ora la situazione è sotto controllo, mentre nella capitale Ankara, ci sono stati diversi scontri. Lo stesso Ministro dell’Interno del governo turco, Muammer Guler, ha comunicato che sono stati effettuati 1.700 arresti tra i dimostranti, anche se molti di loro sono già stati rilasciati.

Il Premier turco Recep Tayyip Erdogan ha attaccato i social media, Facebook e Twitter, da cui sono state convocati con un tam-tam incessante i cortei di questi giorni. Il Primo Ministro di Ankara ha definito le reti sociali “[…]una minaccia per la società. Oggi abbiamo una minaccia che si chiama twitter”- ha affermato il Capo del governo in una intervista tv. I manifestanti anti-Erdogan accusano le tv turche di minimizzare la rivolta, sotto pressione del governo. E il premier in precedenza, a chi lo accusava di essere autoritario, aveva detto: “Se chiamano chi ha servito il popolo “dittatore”, non hanno capito niente” e “la dittatura non scorre nelle mie vene e non è nel mio carattere. Sono il servo del popolo”.

Secondo Amnesty International ci sono cinque persone in pericolo di vita, mentre non è confermata la notizia che proprio ieri, sabato 1 giugno, ci sarebbero stati “almeno due morti” negli scontri a Istanbul fra polizia e manifestanti anti-governativi, dove si sono registrati “almeno mille feriti”. Il bilancio ufficiale degli scontri,sempre secondo Guler, è invece di 79 feriti, 53 civili e 26 agenti

OLYMPUS DIGITAL CAMERADiversa l’atmosfera nella capitale Ankara, dove la polizia ha caricato più volte i manifestanti. Nella notte il “popolo laico” di Ankara si era riversato nelle strade della città per contestare il governo del premier islamico, Recep Tayyip Erdogan. Lungo la centrale arteria commerciale di Tunali una folla variopinta, molti con la bandiera turca rossa con la mezza luna bianca o con stendardi rossi con le sigle del fondatore della Turchia moderna, Moustafah Kemal Ataturk, sulle spalle, ha sfilato cantando “Tayyp vattene”.

Moltissimi con in mano bottiglie di birra, simbolo della resistenza contro il partito islamico “Akp” del Capo del governo, che la settimana scorsa ha imposto un duro giro di vite sul consumo di bevande alcoliche. Su un marciapiede di Tunali i manifestanti hanno depositato una dietro l’altra una cinquantina di bottiglie, alcune decorate con lumicini accesi. Lungo la via c’erano anche diverse coppie che, sempre per contestare le nuove leggi delle autorità islamiche, si baciavano sulla bocca. La settimana scorsa la polizia di Ankara aveva tentato di impedire una “protesta del bacio” in una stazione del centro della capitale, convocata dopo che le autorità locali avevano invitato i passeggeri della metropolitana ad un “comportamento morale”. Le telecamere a circuito chiuso avevano infatti ripreso alcuni giovani che si erano baciati sulla bocca.

Il capo dell’opposizione, il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu, ha chiesto ad Erdogan di “scusarsi” con il popolo turco per la brutale repressione delle manifestazioni antigovernative. “Erdogan deve scusarsi con il popolo turco. Attendo che lo faccia, ma non so se ne sarà capace. Uno non può governare contro il popolo, che è la più grande forza del Paese” – ha affermato Kilicdaroglu, citato da “Hurriyet” online. Il leader dell’opposizione si è anche detto d’accordo con i manifestanti, che accusano i media turchi, sotto pressione del governo, di minimizzare la protesta. “Non è colpa dei giornalisti – ha detto – ma dei proprietari dei media”. (fotoservizio LN ©).

Marcello Di Meglio

1 COMMENTO

  1. Ok ragazzi. Non sappiamo che pesci pigliare con Recep…ci nega l’accesso a zone turche a confine con Siria e Libano. M.D.M.

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