Tunisino sottrae il figlio alla madre e fugge a Genova: arrestato

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Tunisino sottrae il figlio alla madre e fugge a Genova: arrestato
Tunisino sottrae il figlio alla madre e fugge a Genova: arrestato

GENOVA. 5 AGO. La vicenda coinvolge una coppia di giovani immigrati tunisini sposati da un anno, genitori di un bimbo di 8 mesi ed in attesa del secondo figlio.

Il loro ménage famigliare però, dopo il trasferimento in Francia, nei pressi di Parigi, non è per nulla sereno.

L’uomo, un 34enne tunisino, si rivela un marito violento, tanto che la moglie, una connazionale poco più giovane, dopo l’ennesima aggressione, decide di denunciarlo.

 

Riesce così ad essere collocata con il bimbo in una struttura protetta nei pressi di Parigi, mentre le Autorità francesi arrestano il marito e gli ritirano il passaporto.

Il 18 luglio scorso l’uomo, che non si è mai rassegnato alla separazione, scopre che la moglie è ricoverata in un ospedale per controllare la gravidanza in corso e decide di riprendersi quello che lui considera di sua proprietà.

Riesce così a raggiungere la donna, le strappa il bambino dalle braccia e fugge in Italia.

La mamma disperata si rivolge alle Autorità francesi che emettono una nota di rintraccio del minore diffusa a livello europeo.

Lui, nel frattempo, cerca di imbarcarsi su un traghetto per Tunisi in partenza da Genova, ma viene respinto perché non ha documenti, né per se né per il figlio.

L’unica possibilità è quella di recarsi presso un consolato tunisino per richiedere nuovi passaporti ma è necessaria la presenza della moglie.

Decide allora di contattarla e, minacciandola che non avrebbe più rivisto il bambino se non fosse andata con lui in Tunisia, la convince a raggiungerlo a Genova.

Mercoledì notte, però, nei pressi di un hotel di via Prè dove lui alloggia, i tre vengono fermati dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale che notano subito un comportamento anomalo da parte del tunisino che, oltre ad essere privo di documenti, si mostra eccessivamente nervoso e fa di tutto affinché la moglie non rimanga sola con gli agenti.

Accompagnati tutti e tre in Questura, i poliziotti eseguono i primi accertamenti e scoprono la nota di rintraccio del minore. Per fare luce sulla vicenda si rivolgono alla donna che è comprensibilmente spaventata e parla solo la lingua araba e francese.

Dopo averla rassicurata, grazie anche alla presenza di personale femminile che interloquisce con lei in lingua francese, la giovane mamma racconta tutti gli antefatti e trova il coraggio di chiedere aiuto alla Polizia italiana.

Nel frattempo arriva in Questura il mandato d’arresto europeo emesso dalle Autorità francesi a carico del Tunisino che è accusato di sottrazione di minore e viene pertanto associato al carcere di Marassi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La moglie e il piccolo vengono invece accompagnati in una struttura individuata dalla Divisione Anticrimine competente in queste delicate situazioni, in attesa di una definitiva collocazione.