Truffatore del web ripreso dalle Iene e preso dall’Arma genovese

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Truffatore intervistato dalle Iene, viene arrestato dai carabinieri di Genova
Truffatore intervistato dalle Iene, viene arrestato dai carabinieri di Genova
Truffatore intervistato dalle Iene, viene arrestato dai carabinieri di Genova

GENOVA. 6 AGO. Ieri a Bergamo, i carabinieri del nucleo Investigativo di Genova, in collaborazione con i colleghi del posto, hanno arrestato un truffatore 41enne, raggiunto da un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale  di Genova, dovendo scontare una pena di anni 3 e mesi 4 di reclusione relativa a più condanne per il reato di truffa e associazione per delinquere commessi  a Milano, Oristano, Lagonegro e Genova  tra il 2004 ed 2013.

Il furbetto è stato rintracciato in un’abitazione a Bergamo. Analizzando il modus operandi del truffatore lombardo ed il denaro che gli veniva versato su carte prepagate i carabinieri riuscivano a localizzarlo, dopo alcuni giorni di servizi di osservazione a Bergamo.

L’uomo era colpevole di più truffe commesse sul territorio nazionale. Anche la popolazione del web, nel recente passato si era attivata per raccogliere informazioni sullo stesso poiché aveva truffato decine di persone a seguito di acquisti effettuati  su store online.

 

A tal proposito, fu interessata anche la trasmissione televisiva Mediaset delle Iene e alcuni studi legali per intraprendere delle cause legali per recuperare le somme di denaro truffate.

I malcapitati clienti avevano effettuato degli ordini (di pochi euro ma anche per somme sino a 500-1.000 euro), solitamente di materiale informatico (stampanti, monitor, mouse, tablet, macchine fotografiche, toner ed altro). Tra i clienti truffati anche diversi genovesi che dopo aver constatato il ‘bidone’  denunciavano l’accaduto alle forze dell’ordine.

 

2 COMMENTI

  1. Spero di non avere letto male ma mi sembra che non compaia il nome.
    Ecco, quando apro un post de genere e non trovo il nome ( con magari davanti un “presunto” in modo da tutelare quel cuor di leone di giornalista che ha scritto) del truffatore mi viene immediatamente voglia di togliere il like alla pagina.
    Come trasfor
    Are una cosa utile in assolutamente inutile.

  2. Filippo Del Bo: Macché cuor di leone. Lei legge notizie gratis e poi pretende un po’ troppo. Invero, la (triste) realtà è ben diversa. In Italia, a differenza di altri Paesi europei, Il cronista può rischiare una denuncia (addirittura penale) per diffamazione a mezzo stampa nel momento in cui pubblica il nome e il cognome di una persona che non è personaggio pubblico. In pratica, per le altre persone, è “esentato” solo se le fonti privilegiate come Procura della Repubblica, forze dell’ordine, etc., forniscono con nota ufficiale il nome e il cognome. Poi, dipende anche dal pm che si trova. In questo caso, è evidente che nome e cognome non siano stati forniti dai carabinieri ai media. Altrimenti il cronista li avrebbe riportati nell’articolo, come fa sempre. Pertanto, mi spiega per quale motivo il cronista dovrebbe rischiare di spendere soldi in avvocati e di essere rinviato a giudizio!? E’ chiaro che un singolo giornalista di una testata gratuita online, se non ha alle spalle un editore disposto a pagare le spese legali, non può certo sobbarcarsi tale rischio ogni giorno. Anche questo aspetto, è una delle conseguenze dei media gratuiti. Non pretendiamo troppo ed evitiamo di gettare fango su chi ci informa quotidianamente, correttamente e gratis. Piuttosto, s’indigni per il fatto che il truffatore era stato lasciato libero di commettere numerosi reati a danno dei cittadini onesti, prima di essere arrestato dai carabinieri. Se c’è qualcosa che non va in Italia e se ci sono troppi delinquenti lasciati liberi in giro, non mi sembra che sia colpa dei giornalisti.

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