Trucidata a 13 anni dai partigiani rossi, beatificazione per Giuseppina

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Il consigliere regionale Angelo Vaccarezza (FI) depone un fiore sulla tomba di Giuseppina Ghersi, trucidata dai partigiani comunisti nel 1945
Il consigliere regionale Angelo Vaccarezza (FI) depone un fiore sulla tomba di Giuseppina Ghersi, trucidata dai partigiani comunisti nel 1945
Il consigliere regionale Angelo Vaccarezza (FI) depone un fiore sulla tomba di Giuseppina Ghersi, trucidata dai partigiani comunisti nel 1945

GENOVA. 4 MAG. Il silenzio degli Innocenti: “Sua Santità, faccia Beata la bimba savonese trucidata dai partigiani comunisti nel 1945”.

E’ stata inviata oggi dal presidente del gruppo regionale FI Angelo Vaccarezza la lettera con la richiesta indirizzata a Papa Francesco. Oggetto della missiva, la richiesta di beatificazione di Giuseppina Ghersi, la martire savonese rapita con la sua famiglia il 27 aprile del 1945 e trucidata il 30 aprile, dopo inaudite violenze inflitte dai partigiani comunisti.

“La storia di Giuseppina è un orrore perpetrato ai danni di un’innocente – ha detto Vaccarezza- alla quale è stata attaccata l’etichetta di “spia” poiché un suo componimento aveva ricevuto un encomio epistolare dal segretario di Benito Mussolini. Rapita e condannata senza alcun processo, torturata, violentata e infine uccisa, abbandonata insieme a molti altri corpi davanti al cimitero di Zinola.

 

Per anni, è stata negata la verità di questa storia con insensate accuse di spionaggio rivolte a una bimba di 13 anni. È ora che la sua memoria e il suo ricordo vengano riconosciuti, quale miglior modo se non la beatificazione con tutto quello che ne consegue? Gli innocenti e le vittime non hanno colore e non esistono innocenze assolute o criminali assoluti. La storia è fatta di grandi eventi all’interno dei quali spesso si consumano umane tragedie che è doveroso far conoscere.

Mai più negazionismo quindi, ma il ricordo di un innocente che ha perso la vita in modo barbaro, che non ha mai avuto voce, ma deve essere ricordata per ciò che è: una vittima della crudeltà e della follia, del delirio di onnipotenza di chi a guerra finita ha pensato di potere decidere chi dovesse vivere o morire.

Abbiamo oggi il dovere di restituire dignità a lei e ai suoi genitori ma anche a tutti coloro che sono stati privati dei loro diritti, al di là dell’appartenenza politica”.

 

 

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