Trova 37 milioni di lire, ma per Banca d’Italia è carta straccia

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Per Banca d'Italia le vecchie lire sarebbero carta straccia

GENOVA. 23 OTT. Valevano la metà, ma duravano il doppio. Una 60enne genovese ha casualmente scoperto, alcune settimane fa, 37 milioni di lire nascosti dentro una cassapanca in cantina. Non credeva ai suoi occhi e quindi ha arraffato le vecchie lirette e si è precipitata alla sede della Banca d’Italia per farsi dare circa 20mila euro.

Tuttavia, i solerti funzionari hanno risposto picche. Quelle banconote fuori corso, secondo loro, non possono più essere convertite e sono carta straccia.

L’operazione, secondo i legali della donna, è stata respinta per scadenza dei termini, ma ciò appare un’anomalia italiana perchè in altri Paesi europei, come la Germania, lo scambio è ancora consentito e non esiste alcun vincolo temporale.

 

Se è vero che la Corte di Cassazione non si è ancora pronunciata su questi casi, è altrettanto vero che il termine di prescrizione dovrebbe decorrere da quando il cittadino è in grado di far valere il suo diritto. In questo caso, la 60enne genovese non aveva potuto far valere il suo diritto perché non sapeva di essere in possesso dei 37 milioni di lire. In sostanza, se vale il termine decennale, il termine di dieci anni vale dal giorno del ritrovamento dei contanti nella cassapanca, ossia dall’estate 2016. Ora toccherà esprimersi al Giudice di pace di Genova.

Una sentenza della Corte Costituzionale lo scorso anno aveva dichiarato illegittima la norma che aveva anticipato dal 28 febbraio 2012 al 6 dicembre 2011 il termine di conversione delle lire. Così, con il decretone Salva Italia di Monti, all’inizio del 2016 gli sportelli della tesoreria di Banca Italia sono stati riaperti, ma la conversione è stata riattivata solo per chi ha potuto documentare, con il recupero di mail e domande cartacee, di aver richiesto il cambio entro febbraio 2012.

“Nel dare esecuzione alla sentenza – spiega Banca d’Italia – il Ministero dell’Economia e delle Finanze, al fine di garantire certezza e trasparenza alle operazioni di conversione, ha esplicitamente previsto l’obbligo di dimostrare di aver presentato la richiesta di cambio tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, specificandone l’importo. In base alla normativa vigente la Banca d’Italia può pertanto procedere alla conversione delle lire solo se tale obbligo è rispettato.

In nove mesi, da nord a sud della Penisola come ha rivelato la Banca D’Italia, sono stati cambiati 4.650.150.000 miliardi di lire, quasi due milioni e mezzo di euro. Di queste 650 milioni di lire arrivano dai risparmiatori liguri, secondi nella classifica regionale soltanto alla Campania: a Napoli sono stati convertiti 996 milioni di lire.

http://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/servizi/cambio-banconote/cambio-lira-euro/index.html