Troppe scale per “ Noi non siamo barbari ”

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Noi non siamo barbari
Noi non siamo barbari
Noi non siamo barbari

GENOVA. 7 LUG. A chiudere la XXI edizione della Rassegna di Drammaturgia Contemporanea  alla Piccola corte “ Noi non siamo barbari!”, di Philippe Löhle che racconta i meccanismi psicologici che si mettono in moto quando una coppia borghese ospita i vicini dell’appartamento accanto. Un appartamento dentro il quale il precedente inquilino si è suicidato. Due coppie di giovani sposi all’interno delle quali si inserisce uno straniero dalla pelle nera che si dichiara rifugiato politico. Una figura che riscuote sicuramente interesse da parte delle due donne che lo trovano intrigante ed affascinante, tanto che questi diventa il loro argomento primario di conversazione. Il problema è che se le donne cominciano a provare pietas verso questo individuo, di parere diverso sono i mariti che per lui provano una comprensiva gelosia maschile.                                                            Quando la padrona di casa viene trovata morta, fra sospetti, accuse e scomparse, ne nasce un “giallo”, che diventa lo spietato ritratto di un ambiente e di una classe intellettuale.

La regista Maria Grazia Pompei ha trovato una soluzione a tutto questo caos di eventi, pensieri ed azioni sistemando una serie di scale all’interno del palco. Scale piccole, scale medie e scale molto alte con cui i protagonisti giocano, salendo e scendendo con ritmo frenetico, meno frenetico, stanco e via dicendo  seguendo il ritmo della drammaturgia.

Una trovata che se all’inizio può sembrare accattivante, a lungo andare (115 minuti) diventa monotona, ma non era facile trovare un’escamotage che desse vigore ad un testo troppo didascalico e noioso come questo di Philippe Löhle. Bravissimi invece gli attori  Fiorenza Pieri, Giordana Faggiano, Giuseppe De Domenico, Giulio Mezza, Duilio Paciello che del lavoro della regista sono apparsi molto soddisfatti.

 

Queste le parole di Fiorenza Pieri riguardo la costruzione dello spettacolo insieme alla Pompei:

“Il lavoro fatto è stato meticoloso e sempre giustificato alla narrazione, seguendoci  in modo molto coerente. Lavorare con Mariagrazia per me è stato molto bello, ci ha richiesto tanto e ci ha accompagnati nel suo disegno passo passo, cosa rara, pensando a molti registi che buttano li un’idea ma non sanno svilupparla o guidare gli attori nel suo trip personale. Anche la prestanza di noi attori è frutto del suo lavoro, il talento non sostenuto non esiste”.

Lo spettacolo sarà in scena fino a sabato 9.

FRANCESCA CAMPONERO

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