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Troppe risate a L’isola degli schiavi della Brook

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Troppe risate a L’isola degli schiavi della Brook

GENOVA. 22 MAR. L’isola degli schiavi (L’Île des esclaves) è una commedia in 2 atti di Pierre de Marivaux  che fu scritta nel 1725 e rappresentata la prima volta nello stesso anno dagli attori della Comédie Italienne. E’ indubbiamente un testo leggero, un ricercato “piccolo” testo , come lo definì Giorgio Strehler che ne fece una storica regia nel 1994, e quindi nessuno contava di uscire di sala con l’animo arricchito. Ma…perchè un ma c’è, francamente da Irina Brook ci si aspettava qualcosa di più sul come affrontare l’argomento per non renderlo scontato e a tratti noioso.

La messa in scena che ha debuttato ieri sera al Duse che avrebbe dovuto, tramite lo sguardo di Marivaux, rivelare le debolezze dell’animo umano attraverso la maschera e lo specchio del teatro, diventa un gioco tra gli attori che si divertono palesemente nella costruzione dello spettacolo. Voleva questo la regista francese?…forse sì , ma diciamo che questo continuo jouer a lungo andare risulta stancante.

Beffe e intrighi amorosi sono i motori principali dell’azione trainata dai due servi furbi, che si risolverà in un carnevale di caricature dei comportamenti nobiliari, fino al ripristino dell’ordine iniziale, ma con un po’ più di benevolenza. Nessun invito alla rivolta sociale (mancano ancora più di cinquant’anni alla rivoluzione) perchè, come detta il testo,  qui si pone piuttosto l’accento sul carattere personale da correggere. Infatti l’ordine costituito delle classi sociali non viene mai messo in discussione e la regia si attiene all’intento del testo originario, che è quello di fare un onesto esperimento da salotto per rivelare ad ognuno i propri difetti. In questa girandola si muovono  come farfalle tutti i quattro giovani attori da cui si distanzia (per fortuna) Trivellino, interpretato da Andrea Di Casa, il “saggio” ex schiavo a cui è affidato il compito di guidare i naufraghi in una sorta di percorso di riabilitazione.


Lo spettacolo resterà in scena fino a domenica 9 aprile.

FRANCESCA CAMPONERO

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