Tremila aspiranti pensionati liguri “bloccati” dalla Fornero

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spicgillogolnGENOVA 13 LUG. Se fosse modificata la legge Fornero tremila genovesi potrebbero andare subito in pensione. Il dato è emerso nel corso del convegno “Cambiare la legge Fornero per dare sicurezza ai pensionati, certezze ai lavoratori, futuro ai giovani”, organizzato da Spi Cgil e Fondazione Di Vittorio nel corso del quale sono stati resi noti i risultati di una ricerca sul tema della previdenza in Italia e in Europa.

L’analisi evidenzia diversi aspetti e sfata alcuni luoghi comuni come quello che vi siano schiere di baby pensionati, pensionati d’oro o che i pensionati non paghino le tasse. I dati dimostrano che in Liguria la maggioranza di persone in pensione sono over 60 (oltre 350 mila pensionati) e più di 200 mila pensionati ricevono meno di 1.500 euro lordi al mese. I pensionati liguri sono al terzo posto in Europa per tasse pagate dopo Svezia e Paesi Bassi.repettopaolaln

“La legge Fornero dovrebbe essere modificata in maniera radicale – sottolinea Paola Repetto, del Dipartimento Previdenza dello Spi Cgil (in foto) – sia per consentire ai lavoratori anziani di andare in pensione, aprendo nuovi spazi al mercato del lavoro, sia per garantire una pensione dignitosa a chi lascia il lavoro. Nella ricerca, quindi, sono stati messi a confronto i sistemi previdenziali dei 15 paesi europei storici e, contrariamente a quanto spesso si dice, è emerso come tutti sono migliori e più generosi del nostro”.

 

Una necessità, quella della riforma della Fornero, che viene chiesta anche da Giampaolo Patta, del Consiglio Vigilanza Inps. “L’istituto non solo non funziona meglio da quando c’è la riforma – spiega Patta – ma è, se possibile, peggiorato. inpslenteln

 

Con l’accorpamento tra pubblico e privato si è creato un ritardo sull’erogazione delle pensioni senza precedenti che, per gli enti pubblici arriva fino a 8 mesi. Ma la situazione non è migliorata nemmeno sul fronte dei bilanci, con una perdita di 50 miliardi di patrimonio netto in 5 anni e i nostri studi sul 2023 segnalano un debito di 56 miliardi”

Marcello Di Meglio.

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