Trekking poetico 2016, due passi tra le parole:

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Due passi tra le parole, il Trekking poetico 2016
Due passi tra le parole, il Trekking poetico 2016
Due passi tra le parole, il Trekking poetico 2016

GENOVA. 27 MAG. Un percorso tra gli elementi acqua, terra e fuoco. Un percorso tra le zone tra Voltri e Crevari. Un percorso tra le parole.

L’insieme di tutto questo è la terza edizione del “ Trekking Poetico ”, un cammino ideato dall’Associazione Amici della Scuola di Crevari che, in collaborazione con la classe III C dell’Istituto Comprensivo Voltri 1 ed il patrocinio del Municipio VII Ponente, porta alla scoperta di luoghi vicini eppure poco noti della delegazione, con un occhio di riguardo al dissesto idrogeologico che ha segnato il ponente genovese.

Il percorso ha visto alla partenza lo spettacolo realizzato dagli studenti voltresi che hanno messo in scena “Boccheggiando”, una piéce teatrale realizzata da loro ed incentrata sull’acqua e sulla sua potenza distruttrice ma anche la capacità generativa e vitale simile all’adolescenza vissuta dagli studenti.

 

Al termine dell’esibizione diretta dai professori Agosto, Caviglia e Roveda, il gruppo guidato da Pinuccio Durante ha iniziato il proprio percorso in direzione del Mulino di Crevari, per salire poi verso Campenave, lungo il rio Porcelletta alla scoperta dei segreti narrati dagli anziani locali che il tempo a poco a poco cancella ma che possono restare vivi se narrati di voce in voce anche dalle nuove generazioni.
Parole antiche ma anche parole moderne: le poesie dell’Autrice Nuccia Cavallino Tassara, legate al territorio hanno offerto un taglio espressivo molto particolare ai passi dei partecipanti. Lungo il cammino l’Associazione –Verso l’origine- ha realizzato la risalita del torrente in direzione contraria al flusso dell’acqua.

Uno sport innovativo che permette di osservare i luoghi da un punto di vista radicalmente opposto dal consueto. Il termine del percorso era infine l’ANPI di Crevari che ha offerto ai camminatori cibo e bevande ed anche il concerto degli “Alter Ego”, gruppo musicale locale che sta raccogliendo sempre un crescente apprezzamento ad ogni esibizione.

“L’idea è quella di promuovere un territorio particolare, molto bello paesaggisticamente e ricco di storia”, spiega Rita Bruzzone presidente dell’Associazione Amici della Scuola di Crevari, “che cerchiamo di riscoprire imparando ad osservare quello che si trova accanto a noi ed anche affinando la capacità di ritrovare sé stessi tra i luoghi che si attraversano”. Un percorso molto particolare, aperto a persone di tutte le età, che abbiano voglia di mettersi in cammino armati di quella sana curiosità che anima i viandanti. Un’esperienza sensoriale, che non è il camminare e leggere poesie, come sottolineano gli organizzatori, ma è lo scoprire passo dopo passo ciò che emoziona ed affascina, magari impreziosito da parole autorevoli. Il 2016 vede la terza edizione del trekking, evento che nel tempo ha segnato una sempre maggiore partecipazione, fino ad arrivare ai quasi duecentocinquanta iscritti per quest’anno, segno tangibile che l’idea degli autori Alberto Folli e Guido Conforti è risultata vincente.

A tutti i partecipanti è stata fornita una pubblicazione con la mappa del percorso, le notizie più significative legate ai luoghi attraversati, le poesie che hanno accompagnato il passo ed anche una serie di notizie interessanti legate a questo territorio così particolare che ha una storia unica e particolare. Una sollecitazione a ripensare l’ambiente come spazio mutevole e da difendere per evitare ripercussioni sull’intero habitat naturale. Un ritorno alla terra ed alle differenti epoche che ne hanno segnato i momenti più significativi, magari anche drammatici, ma dai quali l’uomo può trarre un utile insegnamento per il futuro. I più giovani, presenti con addosso la maglietta verde che riporta la scritta “Pe praeserva a taera, bezéugna staghe”, ovvero per preservare la terra bisogna starci, sembrano proprio lanciare uno slogan che non è solo propaganda ma una vera e propria scommessa sul loro futuro.  Roberto Polleri (Fotografie di Francesca Cogo)

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