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TRAGICO SCHIANTO A CERVETERI. MUORE GIULIANO GEMMA, AVEVA 75 ANNI

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gemmagiulianolnROMA 2 OTT. L’attore Giuliano Gemma è morto in seguito ad un terribile incidente stradale avvenuto ieri sera intorno alle 20 a Cerveteri vicino a Roma. Giuliano Gemma, che aveva 75 anni, è rimasto coinvolto in un impatto frontale mentre era alla guida della propria auto. L’attore è stato subito soccorso e portato d’urgenza all’ospedale di Civitavecchia ma inutilmente: è morto durante il trasporto. Gli altri due feriti, più lievi, sono un uomo con suo figlio.

Giuliano Gemma viaggiava a bordo di una Toyota Yaris che si è scontrata frontalmente con una Bmw. Lo scontro è avvenuto in via del Sasso, in una frazione di Cerveteri, all’altezza dell’incrocio con via di Zambra. Sul posto i vigili urbani di Cerveteri, la polizia stradale e la protezione civile. Giuliano Gemma è arrivato morto in ospedale nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale dell’ambulanza che l’ha soccorso.

Gemma aveva trascorso una serata tra amici. Una puntatina al Bingo e poi una cena a base di pesce dal ristorante “Baffone”. Aveva dato appuntamento a Cerveteri, dove viveva, ai suoi amici e insieme si sarebbero rilassati nella sala giochi di Viale Garibaldi e poi si sarebbero seduti ai tavoli poco distanti del ristorante, dove l’eroe del western all’italiana era di casa.


Ma un tragico schianto sulla strada del Sasso ha scombinato tutti i piani ed ha finito per far radunare tutti all’Ospedale San Paolo di Civitavecchia. L’attore ci è arrivato in arresto cardiaco attorno alle 21 e nonostante i tentativi di rianimarlo non c’è stato nulla da fare. La notizia della sua morte è stata accolta in maniera composta, ma non per questo senza dolore, dagli amici con cui si era dato appuntamento. Subito avvertita la moglie, la giornalista Daniela “Baba” Richerme, è accorsa all’ospedale di Civitavecchia quando ormai ha potuto solo apprendere dai sanitari la tragica notizia del decesso del marito.gemmagiulianogiovaneln

Giuliano Gemma era nato a Roma il 2 settembre del 1938. Approda al cinema giovanissimo, dapprima come stuntman per le sue doti atletiche e ben presto Dino Risi lo prende per un piccolo ruolo accanto ad Alberto Sordi in “Venezia, la luna e tu”. Poco dopo William Wyler lo nota a Cinecittà e lo sceglie per il ruolo di un centurione nel kolossal “Ben-Hur”, comparsata che gli servirà da vero trampolino di lancio nel cinema.

Svolge il servizio di leva come vigile del fuoco e in quel periodo Duccio Tessari lo vuole per interpretare da protagonista il biondissimo Krios in “Arrivano i titani”, pellicola di grandissimo successo commerciale anche all’estero che tratta con ironia il genere mitologico.

È un generale garibaldino nel “Gattopardo” di Luchino Visconti, seguono numerosi film di grande successo come “Angelica” e “Angelica alla corte del re”. Dopo arriva il filone spaghetti western che lo consacra divo, facendo grandi incassi al botteghino (con pellicole di genere firmate da Duccio TessariTonino ValeriiSergio Corbucci) con “Una pistola per Ringo”, “Il ritorno di Ringo”, “Adiós gringo”, “Un dollaro bucato”, “I lunghi giorni della vendetta”, “Per pochi dollari ancora” e “I giorni dell’ira”. In alcune pellicole utilizza lo pseudonimo di Montgomery Wood.gemmagiulianowesternln

Con Bud Spencer è in coppia in “Anche gli angeli mangiano fagioli”; torna poi sul genere in coppia con Ricky Bruch in “Anche gli angeli tirano di destro”. Interpreta Robin Hood in “L’arciere di Sherwood” e un uomo primitivo in “Quando le donne avevano la coda”.

Cambiando genere, Gemma apparve in film più impegnati come “Il deserto dei Tartari” dal romanzo di Dino Buzzati di Valerio Zurlini, una delle sue prove migliori, come anche “Il prefetto di ferro” di Pasquale Squitieri, assieme all’altrettanto significativa parte in “Un uomo in ginocchio” di Damiano Damiani del 1979, film che lo riproporrà per ruoli drammatici.

Negli anni 1980 prese invece parte a “Tenebre” di Dario Argento e “Speriamo che sia femmina” di Mario Monicelli e diede il volto al celebre personaggio dei fumetti Tex Willer in “Tex e il signore degli abissi”, film originariamente pensato per la tv.

Dalla fine degli anni ottanta ha lavorato soprattutto in produzioni televisive. Dopo aver interpretato oltre cento film, ha raccolto premi di prestigio tra cui il David di Donatello, il Premio al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary come miglior attore, il Globo d’oro, il Nastro d’argento e per tre volte il Premio De Sica.

Marcello Di Meglio

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