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Toti: rimpatriare delinquenti stranieri e liberare caruggi. Pd e M5S: sei disumano e xenofobo

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Una volante della polizia accerchiata da stranieri in via Prè

GENOVA. 31 MAG. “Nel centro storico di Genova sono tollerati tutti i comportamenti illeciti tranne quello di tenere aperti i bar dopo una certa ora la notte. Nei vicoli c’è un atteggiamento punitivo solo nei confronti dei commercianti che sono gli unici a pagare le tasse, insieme agli abitanti. Un esempio del “mondo alla rovescia” costruito dalla sinistra in questi trent’anni di governo della città: chi fa cose illegali viene premiato, chi cerca di coltivare un’attività commerciale viene punito, il mondo alla rovescia”.

E’ il post pubblicato su Facebook lunedì sera da Giovanni Toti, che ha fatto scatenare la bufera mediatica da parte di grillini, sinistra e vari buonisti, i quali oggi hanno dato sostanzialmente del “razzista” e “xenofobo” al governatore della Regione Liguria.

“Bravo presidente! Ma quando le rimpatriamo quelle bestie straniere!?!”. Ha infatti commentato uno dei residenti di Prè, esasperati per la criminalità e l’invasione dei caruggi (un dato di fatto confermato perfino dal nuovo questore Sergio Bracco, che era andato a fare una semplice passeggiata nel centro storico a pochi giorni dal suo insediamento: “Qui sembra di essere all’estero”).


“Appena andiamo al governo. Purtroppo la Regione non può far nulla in questo campo. Dipende tutto dal ministero degli Interni a Roma”. E’ stata la risposta di Toti, che se da un lato è stata molto apprezzata, dall’altro ha suscitato alcune reazioni perché non ha distinto fra “bestie” e delinquenti.

A farlo, però, ci ha pensato lo stesso abitante di Prè, che nello stesso post su Facebook ha deciso di chiarire ulteriormente il già chiaro concetto ai radical chic e contestatori, non residenti nei caruggi sotto assedio della criminalità e del degrado: “Io intendevo spacciatori e delinquenti, se lei e’ a favore di queste persone vada ad abitare nei vicoli”.

“Che la mutazione lepenista e salvinista di Toti fosse già a buon punto lo sapevamo da tempo, ma non immaginavamo che il governatore ligure fosse arrivato a questi livelli di indecenza – ha dichiarato stamane la capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita – Così Toti ha dimostrato la sua doppiezza: sabato era a omaggiare il Papa che parlava di accoglienza e lunedì se n’è venuto fuori con questo bel messaggio cristiano messo nero su bianco su Internet. Parole disumane e indegne di un rappresentante delle istituzioni, per le quali il presidente della Regione Liguria dovrebbe chiedere immediatamente scusa”.

“Il dialogo surreale comparso due giorni fa sulla sua pagina Facebook – ha aggiunto il gruppo regionale del M5S – svela la vera visione xenofoba e retriva che il presidente della Regione ha degli stranieri e, in generale, dell’immigrazione. Evidentemente non ha compreso bene la straordinaria lezione sull’umanità, sull’apertura e sull’integrazione di Papa Francesco, che pure omaggiava in prima fila a Genova sabato scorso. È il cristianesimo a targhe alterne di Toti, a seconda della convenienza politica e degli interessi elettorali. Chieda scusa”.

“La volontà di fare polemica ad ogni costo – ha replicato oggi pomeriggio Toti su Fb – annebbia la lucidità di qualcuno. Io non ho MAI usato espressioni come ‘bestie’ riferite in generale agli stranieri, né l’ho fatto in questo caso . Nel rispondere mi sono riferito a persone responsabili di reati particolarmente gravi. Il senso era chiarire che, in ogni caso, le competenze in materia sono governative non regionali. Diffido chiunque dall’utilizzare mezzucci di questo genere per cercare di nascondere il fallimento della politica di sinistra a Genova degli ultimi decenni. Ci dicano piuttosto cosa intendono fare verso gli stranieri responsabili di reati gravi. Visto che nonostante vane chiacchiere due governi a guida Pd ancora nulla hanno fatto in materia”.

 

 

 

114 COMMENTI

  1. La polemica non nasce da ciò che ha scritto il kameraden toti, ma sul fatto che abbia risposto ad un intervento che associa il termine ‘bestie’ ad una non ben precisata fetta di abitanti dell’Italia, facendo pensare che il compositore dell’intervento a cui ha risposto il kameraden toti consideri subumani tutti i rifugiati, a prescindere.
    toti ha tutto il diritto a mostrare le sue intenzioni rguardo la sicurezza pubblica . Da personaggio istituzionale dovrebbe però ponderare maggiormente il tenore del contenuto degli interventi di utenti internet a cui risponde.

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