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Toti: emergenza migranti ci costa 4,6 miliardi. FI attacca le Ong ambigue

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Migranti in un'immagine della Guardia Costiera

GENOVA. 19 APR. “Lo sapete quanto costa quest’anno l’emergenza sbarchi di profughi e clandestini: 4,6 miliardi di euro. Un miliardo in più dell’anno scorso. Cifre ufficiali del Governo contenute nel Documento di programmazione economica. Tante parole… ma nessun cambiamento all’orizzonte. E intanto si pensa ad aumentare l’Iva per far tornare i conti!”.

Lo ha dichiarato il governatore ligure Giovanni Toti, che con Forza Italia ha denunciato il business immigrati e “l’umanitarismo scorretto”.

“L’audizione di Proactiva in commissione Difesa al Senato – ha sottolineato il senatore di FI Maurizio Gasparri – nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle Ong che stanno riempiendo l’Italia di clandestini, conferma i nostri peggiori sospetti. Siamo di fronte a organizzazioni ambigue, dai connotati non ben definiti, con finanziatori internazionali che si divertono a dar soldi a chi oggettivamente sostiene i trafficanti. La Proactiva merita i fari ben piantati della nostra magistratura. Si tratta di organizzazioni inquietanti, che danneggiano il nostro Paese, e che agiscono in connessione con la Guardia costiera e il Viminale. Non se ne puo’ piu’. Tutto l’apparato navale delle Ong, di Eunavfor Med e della Guardia costiera opera contro gli interessi, la sicurezza e la liberta’ dell’Italia. Ce ne e’ abbastanza per attivare anche le corti marziali”.


“L’ennesima tragedia nel Mediterraneo il giorno di Pasqua si poteva evitare – ha aggiunto il capogruppo al Senato di FI Paolo Romani – Forza Italia ha ottenuto che la commissione Difesa al Senato avviasse una indagine conoscitiva sul ruolo e le conseguenze della presenza di imbarcazioni di soccorso delle ONG in prossimità delle acque territoriali libiche: un risultato importante che serve a mettere finalmente in luce le nefaste implicazioni di uno scorretto umanitarismo. Dopo le ennesime morti in mare, dobbiamo trovare una soluzione per interrompere il meccanismo infernale di incentivazione del traffico di esseri umani e dell’invasione del nostro territorio da parte di un flusso migratorio del tutto incontrollato. È il rapporto Frontex 2017 ad analizzare come la presenza delle imbarcazioni di soccorso delle ONG a poche miglia dalle coste libiche, in determinate circostanze si potrebbe dire a vista, dando l’illusione di un salvataggio certo, sia un impulso alle partenze anche in condizioni climatiche avverse e con mezzi sempre più di fortuna. Un affare per le organizzazioni criminali che possono così ridurre i costi per i ‘barconi’, eliminare gli scafisti facendo guidare i gommoni da un immigrato e aumentare i viaggi, dunque la possibilità di trasportare il ‘carico’, che ricordiamo essere uomini, donne e bambini. L’Italia non può più permettersi di assistere inerme alle sempre più frequenti tragedie nel Mediterraneo, né di sostenere i costi di un’accoglienza indiscriminata, tantomeno di consentire che le nostre città diventino ancora meno sicure perché terreno di razzia di clandestini costretti alla microcriminalità. È sempre il rapporto Frontex 2017 a sottolineare come la rotta nell’ovest-Mediterraneo è stata chiusa grazie al combinato disposto del controllo delle frontiere, dei rimpatri e di un lavoro congiunto delle forze dell’ordine dei Paesi di origine e di partenza. Anche la rotta del centro-Mediterraneo deve essere chiusa”.

 

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