Toti assolve De Paoli e il Pd lo condanna solo per sentito dire

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Anche la Piata condanna l'omofobia
Anche Raffaella Paita condanna De Paoli per la presunta frase omofoba, poi smentita
Anche Raffaella Paita condanna De Paoli per la presunta frase omofoba, poi smentita

GENOVA. 1 MAR. “Le logiche e le convenienze politiche oltre ogni cosa, persino oltre la decenza. Verrebbe da dire questo al termine del dibattito surreale andato in scena questa mattina in consiglio regionale, in merito alla frase omofoba pronunciata nelle settimane scorse dal consigliere della Lega Nord Giovanni De Paoli”.

Il gruppo del Pd stamane ha attaccato il governatore Toti, che ha parlato di un dibattito astratto sulla presunta frase omofoba, smentita pure in aula consiliare da De Paoli, condannando il consigliere leghista solo per sentito dire. Il governatore, inoltre, ha precisato che la parola di De Paoli vale tanto quanto quella degli attivisti per i diritti gay che lo hanno accusato.

“Un imbarazzante presidente Toti – hanno aggiunto i consiglieri del Pd – si è lanciato in un’assai poco efficace difesa d’ufficio dell’esponente della sua maggioranza, sostenendo di credere più all’accusato, in quanto consigliere regionale, che a cinque testimoni, che giurano di aver sentito con le proprie orecchie la frase incriminata.

 

Il problema però non è se De Paoli abbia detto “se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno” oppure “se avessi un figlio gay non lo brucerei nel forno”. A indignare tutti i liguri è l’accostamento indecente fra l’omosessualità e i forni mai smentito dal consigliere. Quindi che senso ha basare una difesa, come ha fatto Toti, sulla presenza o meno di quel “non” quando migliaia di persone si sono sentite offese e colpite da quella frase indegna, in qualsiasi modo sia stata pronunciata? Lo stesso De Paoli si è frettolosamente scusato e, infastidito, ha detto di non potersi certo scusare per il resto della propria vita. Poi si è messo a parlare d’altro. Un’ulteriore riprova di quanto fosse interessato al tema. Nella sua difesa a spada tratta del consigliere della Lega, Toti ci è sembrato più interessato alla tenuta della sua maggioranza che alla verità dei fatti.

Anche se il presidente del consiglio regionale ha espresso una censura nei confronti di De Paoli, ammettendo tra l’altro che la frase dell’esponente del Caroccio non fosse degna di un membro di quest’aula, a noi non basta. Per il Pd la vicenda non può finire qui”.

 

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