Toti a Paita: festa kitsch a costo quasi zero

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giovanni-toti-presidente
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Il governatore Toti allegro per la vittoria sul Pd: la festa di Natale al Carlo Felice a costo quasi zero

GENOVA. 20 DIC. Toti oggi ha replicato a Paita sulla pacchiana festa di Natale al foyer del Carlo Felice. Lo ha fatto tramite Facebook: “Un po’ di  buon umore, a costo zero, non fa mai male. Se si tratta di un’interrogazione formale, sarà il Consiglio e la sua Presidenza a decidere quando risponderemo agli arguti quesiti del Pd. Se la richiesta è invece informale dico subito che gli auguri di Natale della giunta sono costati quasi nulla dal momento che la sala era prestata dal Carlo Felice (che ringrazio) e i cosiddetti coriandoli sparati erano pure gentilmente offerti (doppio grazie)”.

Il governatore Toti ha poi spiegato che bisogna avere la faccia lunga e portare il vestito nero a lutto, prendendo in giro il capogruppo regionale del Pd che ha perso le elezioni.

Ecco l’immediata controreplica di Paita: “Wow che reazione scomposta! Il presidente Toti ultimamente è sempre più nervoso e aggressivo. Ho chiesto due dati semplici: il costo dello show natalizio e se è vero, come descritto dalla stampa locale, che i dipendenti regionali sono stati utilizzati per ‘sparare i coriandoli argentati’. Domande legittime e puntuali in merito alle quali attendo risposte altrettanto dettagliate. Perché è vero che ho perso le elezioni (anche se Toti ricorda male i dati), ma mi hanno votata 180000 liguri e il mio dovere è fare una opposizione leale e rigorosissima. Io non sono Biasotti che il giorno dopo la sconfitta ha cercato un altro comodo ruolo. Sono di un’altra pasta, pertanto, Toti si rassegni: non mi darò alle vacanze e neppure ad un’altra vita. Sarà costretto a rispondere alle nostre scomode domande e a rendere conto ai liguri dei suoi – per ora – scarsissimi successi programmatici. Quanto al richiamo a essere più allegri, lo ero fino a ieri quando ho letto della festa natalizia kitsch dove aleggiava la profonda malinconia che solo le ostentazioni di allegria e giubilo forzate riescono a produrre”.

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