Torre Piloti: Jolly Nero nave di zombie, nessuno disse di avaria

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Maledetto 7 maggio 2013: il crollo della Torre Piloti nel porto di Genova
Maledetto 7 maggio 2013: il crollo della Torre Piloti nel porto di Genova
Maledetto 7 maggio 2013: il crollo della Torre Piloti nel porto di Genova

GENOVA. 11 LUG. La Jolly Nero della compagnia di navigazione Messina era come una nave popolata da “zombie” dove “nessuno disse che c’era un’avaria”. In quei terribili momenti di emergenza, l’equipaggio taceva e non segnalava i guasti. Inoltre, forse la nave avrebbe dovuto essere assistita da quattro rimorchiatori e non da due. Quella manovra era giusta, ma con una nave che funzionava.

In sostanza, è questa la testimonianza choc rilasciata oggi in tribunale dal pilota del porto Antonio Anfossi, imputato nel processo insieme ad altre cinque persone per il crollo della Torre Piloti, avvenuta quel maledetto 7 maggio 2013 e costato la vita a nove persone. Anfossi, visibilmente provato e mostrando di rivivere quella notte con xontinui flash back, ha spiegato che tentò in ogni modo di evitare l’impatto.

Oggi sono stati ascoltati anche due marinai, che però hanno rilasciato testimonianze piene di “non ricordo”. Pertanto, il pm ha chiesto al giudice la trasmissione degli atti alla procura per indagarli per falsa testimonianza.

 

Oltre al pilota del porto di Genova, sono imputati il comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni, il primo ufficiale Lorenzo Repetto, il direttore di macchina Franco Giammoro, il comandante d’armamento della compagnia Messina Giampaolo Olmetti, accusati di omicidio colposo plurimo, attentato alla sicurezza dei trasporti e crollo di costruzioni. La terza ufficiale Cristina Vaccaro è imputata di falso per aver controfirmato alcuni documenti in cui si sosteneva che tutti gli apparati erano in regola, anche se da una perizia poi non sarebbe risultato così.

La compagnia di navigazione Messina deve rispondere per responsabilità amministrativa.

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