Torre Piloti collocata sul ciglio del mare: 2 indagati

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La Torre Piloti di Genova, poi abbattuta dalla Jolly Nero dei Messina: partita l’inchiesta bis sulla scelta della collocazione sul ciglio del mare

GENOVA. 24 GEN. Ci sono due nuovi indagati nella maxi indagine sul crollo della Torre Piloti avvenuto la notte del 7 maggio 2013 a Genova, costato la vita a nove persone. I magistrati vogliono fare luce sulla scelta della collocazione della Torre Piloti a pochi metri dall’acqua e sulla qualità dei materiali usati per la costruzione. E’ l’inchiesta bis dopo quella sull’omicidio colposo, che ha portato sul banco degli imputati i cinque protagonisti della tragica manovra della Jolly Nero. Tra i due risulterebbe l’ingegnere Bruno Ballerini, 78 anni, ex capo dell’ufficio tecnico dell’ente portuale genovese, che sarà interrogato nei prossimi giorni.

 

Uno dei “padri” del progetto per realizzare la Torre piloti fu l’ex commissario straordinario del porto genovese, l’ingegnere Fabio Capocaccia. L’avviso di garanzia ha sorpreso molti perché Ballerini, assistito dall’avvocato Carlo Biondi, aveva criticato la scelta del sito dove costruire la Torre piloti e se ne era andato dall’ente portuale sbattendo la porta. Inoltre, aveva sostenuto che una nave container che viaggia a circa tre nodi, come la Jolly Nero dei Messina, in un impatto genera una forza di 5mila tonnellate per metro e si può quindi abbattere come una bomba sul manufatto che colpisce.

 

Il progetto era stato realizzato dai tecnici dell’ente portuale, poi approvato dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici, vistato dalla Soprintendenza e il collaudo era stato affidato a Giorgio Mozzo, ex vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri di Genova.

In una perizia depositata in Tribunale si è affermato che nessuna torre di controllo portuale al mondo si trova sul ciglio del mare.

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