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Torre Piloti bis, procura punta in alto: indagato ammiraglio Felicio Angrisano

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Pinotti e Lupi con l'ammiraglio Angrisano

GENOVA. 30 MAG. Tragedia di Molo Giano nel porto di Genova (nove morti). Il comandante della Capitaneria di porto di Genova dal 2010 al 7 maggio 2013, ammiraglio Felicio Angrisano, risulta indagato per “omissione impropria” nell’ambito dell’inchiesta bis relativa alla costruzione della Torre Piloti “senza le necessarie protezioni” e “dove operavano anche gli uomini della Capitaneria”.

Secondo la procura genovese, l’alto ufficiale (poi nominato comandante delle Capitanerie di Porto) non avrebbe vigilato sulla sicurezza dei suoi sottoposti “nonostante l’evidente pericolosità della stessa Torre Piloti”.

L’indagine era partita dopo il crollo della struttura quella maledetta notte del 7 maggio 2013, provocato dalla Jolly Nero della Messina.


Tra gli altri, era stata la mamma di una delle vittime, Adele Chiello, a puntare il dito contro la costruzione e i datori di lavoro.

Oltre ad Angrisano risultano indagati anche Alberto Delle Piane e Giovanni Lettich, che all’epoca erano rispettivamente amministratore delegato dei Rimorchiatori riuniti e capo dei Piloti del Porto.

Inoltre, c’è un terzo filone di inchiesta, in cui risultano indagate 35 persone, relativo a presunti falsi e certificazioni facili rilasciate dal Rina, il Registro navale italiano, alla compagnia Messina e ad altre.

Un paio di settimane erano stati condannati in primo grado alcuni imputati al processo per la tragedia di Molo Giano. Alla fine erano state comminate metà delle pene richieste dal pm: 10 anni e quattro mesi per il comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni; otto anni e sei mesi per il primo ufficiale Lorenzo Repetto; sette anni per il direttore di macchina Franco Giammoro; quattro anni e due mesi per il pilota del porto Antonio Anfossi.

La Società di Navigazione Messina è stata ritenuta responsabile solo dell’illecito amministrativo e condannata a pagare 1 milione e 50 mila euro.

 

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