Home Sport Sport Genova

Toro-Genoa, Juric “Granata ostici”

0
CONDIVIDI
Juric

GENOVA 22 DIC.  Fare gruppo, combattere su ogni pallone, vendere cara la pelle. La vigilia scivola via tra la conta dei disponibili e i propositi da mettere in pratica. La sconfitta con il Palermo, per il modo rocambolesco in cui è maturata, deve servire da lezione per Juric. Menti libere. Ogni esperienza è utile. “Nella mia analisi dico che ho visto un buonissimo Genoa per 87’. Per i gol creati, le azioni, la crescita di alcuni giocatori. Non credo che nel finale ci sia stato rilassamento. Abbiamo pagato due disattenzioni su calci piazzati. La differenza a volte è questione di centimetri: un gol annullato che era buono, uno convalidato da annullare. Gli errori vanno accettati. Ma non c’è stato calo. Negli ultimi 15 minuti abbiamo costruito quattro palle gol. Nel finale di primo tempo piuttosto abbiamo sbagliato tecnicamente e calato il livello della prestazione. Sappiamo di avere delle assenze a Torino, ma anche altri che possono dare tanto. Rincon prova ad allenarsi e se ce la fa gioca. Abbiamo il nostro modo di fare calcio. Non lo abbiamo praticamente mai cambiato e giocheremo come sempre. A tre, a quattro, a cinque o sei. I numeri non significano nulla”.
Rispetto alle ultime stagioni il Toro sulla carta, uno dei settori di riferimento della sua proprietà, ha fatto un grande salto di qualità. “Ha investito tantissimi soldi per gli acquisti, è cambiata la politica della società, il loro obiettivo è andare in Europa. In casa sono temibili con elementi di grandissimo talento davanti. Attaccanti di classe top. Hanno la capacità di ricevere palla e, con un mezzo dribbling in area, ti fanno gol. Mezzali che si buttano dentro e terzini che viaggiano. Vengono da tre sconfitte, me li aspetto arrabbiati. In classifica la differenza tra loro e noi è di due punti. Abbiamo necessità di mettere in campo lo spirito giusto. In mezzo ho provato Edenilson. In genere si pesca tra i difensori per coprire certi buchi. Anche Izzo ho provato in quella posizione. Potrebbe fare lui per come difende bene e come attacca. Con Ntcham non sono riuscito a fare un buon lavoro, a differenza che con Simeone, Lazovic, Ninkovic. Lo sento come un mio fallimento. E dire che ha tutte le caratteristiche per fare bene. Pellegri? Lo porto e voglio che cominci ad allenarsi di più con noi. E’ un talento serio e credo che sia utile una crescita vera. Fargli fare il record (più giovane esordiente in Serie A, ndr) penso che sarebbe una forzatura, non un segnale giusto per lui. Con Stellini lavoriamo per averlo pronto tra due anni”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here