Torna scintille al Teatro della Duchessa di Galliera

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Domenica 20 settembre, ore 16.30 al Teatrino di villa Duchessa di Galliera torna Scintille, testo e regia Laura Sicignano
Domenica 20 settembre, ore 16.30 al Teatrino di villa Duchessa di Galliera torna Scintille, testo e regia Laura Sicignano
Domenica 20 settembre, ore 16.30 al Teatrino di villa Duchessa di Galliera torna Scintille, testo e regia Laura Sicignano

GENOVA. 16 SET. Domenica 20 settembre, ore 16.30 al Teatrino di villa Duchessa di Galliera torna Scintille, testo e regia Laura Sicignano, con Laura Curino e Produzione Teatro Cargo.

Non una narrazione, ma una molteplicità di interpretazioni, dove il personaggio di una madre, la Caterina, come una matrioska, contiene ed emana da sé gli altri personaggi, le figlie, e un coro di altre figure minori, ma non secondarie. Nessuno è minore in questa storia, scritta per restituire voce alle 146 operaie bruciate alla TWC in 18 minuti. Bruciate come streghe ribelli. Bruciate in una grandine di lucide scintille che si sono disperse nell’aria in cenere. La storia minore delle donne che hanno fatto la Grande Storia, ma sono state dimenticate.

Lo spettacolo è un gesto effimero per ritrovare la memoria di un evento così brutale, assurdo e veloce: 18 minuti per morire 146 persone alla TWC. Va eseguito con delicatezza e amore. Esiste l’elenco delle 146 vittime, con nazionalità ed età di ciascuna. Tante italiane, tutte giovanissime. Tra i 146 nomi e cognomi spiccano alcuni nuclei famigliari: ci sono anche Maltese Caterina, 39 anni, Italia; Maltese Lucia, 20 anni, Italia; Maltese Rosa, 14 anni, Italia.

 

Laura Curino, protagonista assoluta dello spettacolo della Sicignano “maneggia con amore e semplice familiarità la storia e le forbici da cucito – dice la regista- scorre con delicatezza da un personaggio all’altro, da un polsino ad un colletto. La madre cuce in scena due camicie: le camicie delle sue figlie bruciate. Il prezzo pagato per la consapevolezza e l’emancipazione è il grande sacrificio delle 146 operaie bruciate. Alla fine, in scena restano le due camicie finite, appese come croci immacolate. Alla fine il testimone passa allo spettatore a cui l’attrice chiede di non dimenticare, con la dolcezza dolorosa di chi ha subito un torto, ma non può da sola trovare un risarcimento”.

FRANCESCA CAMPONERO

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