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TOPI D’APPARTAMENTO, ABITANTI E COMMERCIANTI SI ORGANIZZANO

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Topi di appartamento si destreggiano

GENOVA 9 AGO.  Topi d’appartamento ieri pomeriggio al civico n° 18 di Via Trento, nel quartiere residenziale di Albaro. Il ladro o i ladri sono penetrati nel palazzo e, con un piede di porco, hanno scassinato il portoncino di un appartamento lasciando evidenti segni di effrazione in alto e in basso dell’uscio d’ingresso.

Una volta entrati nell’appartamento stesso i “topi” hanno fatto man bassa di quanto di prezioso sono riusciti a trovare, frugando in cassetti e armadi. Ciò è dovuto anche alla brutta abitudine di tanti abitanti di Via Trento di non chiudere a dovere il portone del palazzo, di aprirlo a chiunque, di lasciare entrare tutti con pubblicità o senza.

Purtroppo nella via albarina da tempo si aggirano troppi strani figuri e malintenzionati, per lo più muniti di zaini che possono contenere e avere con sè anche attrezzi da scasso. Di solito si notano, un po’ a tutte le ore del giorno, personaggi italiani ma più extracomunitrari scavare nei cassonetti della spazzatura con lunghi ferri a gancio per ricavare oggetti di vario tipo dei quali riempiono dei carrellini-trolley per poi rivenderli in qualche “suk” al’aperto, di solito in zona Sottoripa, davanti al Porto Antico.


Ieri sera, sul tardi, è intervenuta la Polizia chiamata dai proprietari della casa “visitata” che ha constatato e verbalizzato l’accaduto invitando i derubati a sporgere denuncia in Questura entro tre mesi.

In questo periodo estivo è superfluo dire che occorre maggiore attenzione, certamente più del solito, per controllare chi entra ed esce dai palazzi: di questa stagione i ladri – nazionali e non, zingari o immigrati, vagabondi e nullafacenti – “si danno da fare” approfittando della rarefazione di abitanti, partiti per seconde case o vacanze, e della progressiva chiusura “ferragostana” di molti esercizi commerciali della via, per cui occorre molta più attenzione, accortezza e controllo.

Gli abitanti e molti commercianti di Via Trento si stanno organizzando per creare un Comitato di autodifesa nonviolenta cui daranno il nome di “Co.Per.TA”, Comitato Per la Tutela di Albaro. Non ronde ma la creazione di una “rete” di intercomunicazione con l’uso di cellulare e fotocamera per documentare il fenomeno delle ispezioni dei cassonetti (tra l’altro reato, n.d.r.) e avvertire immediatamente le Forze dell’Ordine in caso di atteggiamenti sospetti.

Marcello Di Meglio

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