Tirreno Power, indagati da 84 a 27: i pm lasciano da parte politici e burocrati

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Tirreno Power, c’è accordo per 181 esuberi
La Tirreno Power di Vado Ligure in provincia di Savona
La Tirreno Power di Vado Ligure in provincia di Savona

SAVONA. 21 LUG. Nell’inchiesta sul grave inquinamento ambientale, che sarebbe stato causato dalla centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure, gli indagati passano da 84 a 27.

E’ quanto risulta dall’avviso di chiusura indagini, che sostituisce quello dello scorso 17 giugno. Se restano indagati i vertici aziendali, per alcuni manager privati e pubblici, politici regionali, sindaci locali e funzionari regionali, c’è uno stralcio con previsione di richiesta di archiviazione.

Inoltre, la Procura, che sta indagando su un altro procedimento per omicidio colposo, ha cambiato l’accusa di disastro ambientale e sanitario da doloso a colposo, quindi meno grave.

 

Secondo l’accusa, in sostanza le condotte colpose attribuite agli indagati, soprattutto per il mancato controllo della qualità delle immissioni in atmosfera dell’impianto, avrebbero provocato tra il 2000 e il 2014 un grave ed esteso inquinamento ambientale, con pesanti ricadute sulla flora dell’area, e un disastro sanitario, con oltre 600 persone decedute “per cause attribuibili alle emissioni della centrale, quale causa esclusiva o come concausa prevalente”.

Le immissioni nell’atmosfera delle centrale avrebbero anche causato oltre 2000 ricoveri per malattie respiratorie e cardiovascolari. Dai 300 ai 400 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d’asma tra il 2005 e il 2010.

Dal marzo del 2014 i gruppi a carbone della centrale sono sotto sequestro per violazioni di limiti delle emissioni imposti dall’Aia (autorizzazione integrata ambientale). La società ha detto che non intende investire per rimetterli in funzione ed ha annunciato una riconversione dell’area.

 

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