TINA LEALI RIZZI CULTRICE E PROMOTRICE DEL MACRAMÈ

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asciugamano 8CAMOGLI.4 SET. Tina Leali Rizzi, già insegnante e giornalista camogliese, da molto tempo si dedica all’arte del macramè. Organizza convegni in Liguria, Lunigiana e nella città di Parma, ha partecipato alla Mostra Fili di Liguria allestita presso l’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli, esponendo vari dei suoi lavori.

«Il macramè si realizza solo con le mani, non occorre nessun attrezzo. – Spiega Leali Rizzi – Gli spilli hanno la funzione di fissare il motivo e accompagnarlo nei vari movimenti dell’ esecutrice. Ci si può sbizzarrire come si vuole, i nodi più usati sono “ Salomone” che indica la saggezza e il punto “Fieschi”, molto apprezzato qui nel Levante ligure.

Per i matrimoni è tradizione ligure abbellire bomboniere, corredi per la sposa con pizzi al macramè per conservarne le valenze di buon augurio. Per la mostra di san Fruttuoso ho presentato dei lavorati che ornano oggetti come pettini, astucci, porta gioie, bomboniere, bouquet per sposa, sandali femminili. » Per realizzare la lavorazione di questi merletti occorre una tavoletta di legno, della lunghezza di circa un metro e larga 60, imbottita su un lato e appoggiata su un apposito cavalletto.

 

BOMBONIERA 2« L’arte tradizionale ligure richiede che il macramè sia realizzato su frange presenti alle estremità del tessuto che è ancora reperibile presso la ditta De Martini di Lorsica in Fontanabuona (Ge). – precisa Leali Rizzi – Si incomincia bloccando il lino con gli spilli sull’imbottitura della tavola detta cuscino, poi si spazzola la frangia per separarne i fili e si dividono in gruppi di quattro o cinque e ogni gruppo viene inumidito e ritorto con le mani; poi con i fili ottenuti, si creano disegni, variando la disposizione dei nodi e dei fili con gli spilli.

Quando il disegno è completato si uniformano le frange, perché nel corso del lavoro non tutte mantengono la stessa lunghezza. »ABov.

(le foto rappresentano creazioni di Tina Leali Rizzi)

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