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The Nest of the Turtledove la prima rassegna Cinema Ucraino in Italia

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The Nest of the Turtledove la prima rassegna Cinema Ucraino in Italia

GENOVA. 1 GIU. Girato fra Genova e Ucraina, “The Nest of the Turtledove” (Il nido della tortora) di Taras Tkachenko (Ita/Ucr, 2016, 140′) è il film che oggi giovedì 1 giugno alle ore 20,30 apre al Cinema Farnese di Roma, la prima rassegna dedicata al Cinema Ucraino in Italia.

Il trailer.


Ad organizzare l’evento nella capitale è la genovese 4 Rooms Film, che ha partecipato alla produzione del film. Le Giornate del Cinema Ucraino, infatti, nascono da un’idea dei giovani produttori liguri, con il sostegno della Fondazione Igor Iankovskyi «Iniziativa per il futuro», in collaborazione con l’Agenzia Cinematografica di Stato Ucraina. La rassegna sarà preceduta da una Masterclass curata dal programma internazionale per produttori emergenti MAIA Workshops. L’iniziativa è rivolta agli operatori del settore audiovisivo ed è focalizzata sulle opportunità di cooperazione tra i due paesi.

il film italo ucraino – Miglior Film all’Odessa International Film Festival 2016 e vincitore di ben 6 Golden Dziga, i David dell’Academy ucraina – sarà presentato in anteprima italiana. La storia racconta la realtà dell’immigrazione Ucraina in Italia (all’80% femminile). Daryna è badante in una famiglia italiana, divisa fra la Genova in cui lavora e il villaggio dei Carpazi orientali dove vivono il marito e la figlia: una storia comune a un’intera generazione di donne ucraine. Protagonista è Rimma Zyubina, una delle più importanti e amate attrici del paese, che sarà presente alla prima insieme al regista. (in proiezione anche venerdì 2 ore 16.30 – domenica 4 ore 21.00).

Si prosegue con un grande classico del 1970: White Bird With Black Mark (Uccello bianco con un segno nero) di Yuriy Ilyenko (1970, 99′), regista e scrittore a lungo osteggiato dalla censura sovietica. E’ ancora il paesaggio dei Carpazi a fare da sfondo alla storia di una famiglia, questa volta ambientata durante la seconda guerra mondiale. Nel film vediamo i combattenti dell’esercito ucraino dichiarare apertamente l’obiettivo della loro lotta: una Ucraina libera e indipendente. Nonostante la Medaglia d’Oro del Festival di Mosca nel 1971, il film venne rimosso dalla distribuzione come “dannoso per la gioventù” e Yuri Illyenko fu privato della libertà creativa per anni. Proiezioni: venerdì 2 ore 18.30

Con My Grandmother Fanny Kaplan (Mia nonna Fanny Kaplan), di Olena Demianenko (2016, 110′), la grande storia resta protagonista del racconto. Partendo dalle 10 pagine scomparse del processo a Fanny Kaplan – accusata dell’attentato a Vladimir Lenin nel 1918 – il film si concentra sulla sua storia d’amore con il fratello di Lenin, Dmitriy Ilyich Ulyanov. La trama segue Kaplan attraverso la sua breve ma intensa vita di attivista: dagli inizi a Odessa nel partito Socialista Rivoluzianario, fino all’esecuzione in uno dei cortili del Cremlino. Proiezioni: venerdì 2 ore 20.30 – sabato 3 ore 16.30

Torniamo ai giorni nostri con Trumpeter di Anatolii Mateshko (2014, 85′). Kolya Shevchenko è un giovane trombettista dell’orchestra giovanile Berezil. E’ un musicista brillante, che compone anche la sua musica, attirando l’attenzione del cantante di una famosa band. Sulla via del successo s’imbatte nei problemi della “vita da adulto”: invidia, rivalità, intrighi. Ma l’amicizia e l’amore lo aiutano a superare tutte le difficoltà. Proiezioni: sabato 3 ore 18.30 – domenica 4 ore 17.00

Nel documentario The living fire (Fuoco vivo) di Ostap Kostyuk (2015 – 77′) si racconta un mondo sospeso tra passato e presente, un universo antico prossimo alla scomparsa, e sul quale incombe, nel finale, il timore più grande di ogni comunità: la perdita della propria libertà. Nel versante ucraino dei Carpazi i pastori si preparano, come ogni estate, ad abbandonare il proprio villaggio per la transumanza. Tuttavia l’avanzare spregiudicato della modernità si fa sentire anche in queste terre immacolate, e i pascoli vengono a poco a poco lasciati a se stessi. Un ritratto poetico e malinconico, a tratti fiabesco, di una comunità apparentemente perduta nel tempo, attraverso lo sguardo di tre generazioni. Proiezioni: sabato 3 ore 20.30 domenica 4 ore 19.00.
ingresso libero

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