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The Guardian vs Pesto: sauces ‘saltier than seawater’ despite crackdown

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The Guardian contro il pesto industriale

LONDRA. 4 OTT. ‘Attacco londinese’ al pesto industriale con il quotidiano The Guardian che mette sotto accusa alcuni prodotti delle principali marche in vendita nel Regno Unito, nonostante il giro di vite ed i limiti suggeriti dalla campagna sulla salute avviata dal Governo per ridurre il contenuto di sale negli alimenti.

“Salt levels in pesto sauces on sale in supermarkets remain higher than suggested limits and have increased in some cases, despite a government health campaign to reduce them”.

Secondo la ricerca degli esperti del Consensus Action on Salt and Health pubblicata dal quotidiano inglese, la “pesto sauce” della marca maggiormente venduta nei supermercati dei territori di Sua Maestà contiene il 18% di sale in più rispetto al 2009, mentre quello di un’altra variante di prodotto ne contiene addirittura il 32%. La media sarebbe di oltre 1.5 grammi di sale per porzione in vendita, ossia 3.3 grammi ogni 100 grammi di prodotto (mentre dovrebbe essere di 1,38 grammi per 100 grammi).


Altri brand industriali commercializzano il pesto nel Regno Unito con un contenuto di sale compreso fra 2 e 2,5 grammi ogni 100 grammi di prodotto.

In ballo è stata tirata la sanità pubblica inglese, che con la campagna di prevenzione dei rischi sulla salute intende imporre l’abbassamento del livello di sale anche nella maggior parte delle “pesto sauces” in vendita sul territorio nazionale.

La ricerca pubblicata da The Guardian fa notare come il pesto in vendita nei supermercati, a causa di un’alta concentrazione del sale e di grassi saturi, possa in effetti aumentare il rischio dei problemi al cuore.

Visto e considerato che nel Regno Unito risulta praticamente impossibile trovare sugli scaffali della grande distribuzione i nostri prodotti artigianali, il consiglio del quotidiano ai lettori è quindi quello di agire alla vecchia maniera. Ossia di farsi da soli il pesto, seguendo la semplice ricetta tradizionale, piuttosto che comprarlo nei supermercati.

Subito sono arrivate le dichiarazioni delle grandi aziende alimentari, le quali hanno affermato di fare tutto il possibile “al fine di assomigliare il più possibile ai prodotti Made in Italy” di andare incontro “ai gusti dei clienti” e di ritenere il loro prodotto “parte di una dieta equilibrata”.

Molti nutrizionisti inglesi però la pensano come i colleghi a livello mondiale ed hanno puntato il dito contro la gran parte dell’industria alimentare, sostenendo l’importanza della riduzione del sale negli alimenti e la campagna del Governo.

L’articolo originale sul The Guardian: https://www.theguardian.com/business/2017/oct/04/pesto-sauces-far-too-much-salt-cash-study

9 COMMENTI

  1. Gli inglesi hanno il coraggio dì parlare di sanità pubblica? Con quelle schifezze reperibili negli scaffali dei supermercati per non parlare dell’alcolismo diffuso e alla droga sintetica circolante? Hanno veramente una faccia tosta. Ma tutto viene coperto e non divulgato come imposto dall’english style. Vergognatevi!!!

  2. Il pesto industriale non lo compro. Anche se non uso più il mortaio, lo faccio in casa mia seguendo la ricetta tradizionale con prodotti freschi e solo un pizzico di sale: sano, genuino e buono. Quando non ho il tempo per farlo, compro esclusivamente il pesto artigianale prodotto dalle nostre aziende qui in Liguria.

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