Terroristi islamici: caccia al basista genovese

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Un controllo di polizia nel centro sorico di genova: adesso è caccia al basista dell'Isis
Un controllo di polizia: adesso nel centro storico è caccia al basista dell’Isis

GENOVA. 5 GEN. Il procuratore capo reggente Franco Cozzi nelle scorse ore ha dichiarato che non bisogna destare allarmismi nella popolazione, ma il pm Piercarlo Di Gennaro che coordina le indagini della Digos genovese, ci ha visto giusto. Nelle immagini contenute nella memoria dei telefonini dei tre libici arrestati domenica notte in porto per riciclaggio con l’aggravante di terrorismo, sono state rinvenute scene di guerra inneggianti alla Jihad e, particolare ancor più fondamentale, la bandiera del califfato islamico con le dichiarazioni di adesione all’Isis.

Elementi di prova importanti, insieme al fatto che i tre viaggiavano su altrettante Hyunday identiche, probabilmente rubate e con targhe false. L’ipotesi è che la presunta cellula Isis si preparasse a un attentato, anche se loro si difendono dicendo di essere commercianti di auto. Domani o al massimo nel fine settimana saranno mostrati al gip per la convalida dell’arresto.

Intanto, sono guai anche per gli altri due presunti terroristi arrestati al Colombo nei giorni scorsi. Dalla visione di alcune telecamere, passate al setaccio dalla polizia, sarebbe emerso che la coppia di sedicenti siriani avrebbe soggiornato per quattro giorni a Genova, incontrando anche un immigrato nel centro storico. Adesso è caccia anche al presunto basista islamico, che fornirebbe supporto logistico all’Isis. Senza dimenticare che dai vicoli e dal Lagaccio era partito il foreign fighter Delnevo, il sospetto è che Genova sia  il crocevia preferito dai terroristi per gli attacchi all’Europa.

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