Terrorismo e Taqiyya, Piana (Lega): no a moschee, maggiori controlli

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Taqiyya: nordafricani fingevano di essere integrati. Il caso del pizzaiolo di Finale L. e il commento di Piana (Lega)

GENOVA. 28 OTT. Dopo gli imam indagati nei mesi scorsi, un pizzaiolo egiziano di Finale Ligure ieri è stato arrestato per associazione con finalità di terrorismo internazionale. L’immigrato aveva giurato addirittura fedeltà al califfo Al Baghdadi. Un altro suo connazionale, sempre “integrato” e residente a Finale Ligure, risulta ricercato dal Ros dei carabinieri.

Ancora ieri, nel pomeriggio, due maghrebini hanno litigato per strada e, di fronte ai passanti, uno ha tirato fuori il coltello e ha ferito gravemente l’altro in piazza Colombo a Sanremo.

“Due fatti di cronaca in un solo giorno, che testimoniano, in modo indubitabile, le due facce dell’immigrazione senza controlli – spiega il capogruppo regionale del Carroccio Alessandro Piana – e della politica attuata dal governo Renzi, ormai allo sbando su tutto.

 

La brillante operazione del Ros dei carabinieri, non a caso intitolata Taqiyya proprio dagli investigatori, ha fatto emergere un inquietante fenomeno, previsto nella tradizione islamica. Ossia quello di nascondere, dissimulare, fingere, dire menzogne e talvolta rinnegare esteriormente la propria fede integralista per non destare sospetti. In sostanza, il pizzaiolo egiziano arrestato a Finale Ligure e l’altro egiziano ricercato, facevano apparire di essere ben integrati in Italia. Ma non era affatto così. Perché, secondo il Ros, appartenevano ad un gruppo organizzato che si occupava di diffondere materiale jihadista e di instradare combattenti dal nord Africa in Siria, ed anche in Libia, per conto del sedicente “stato islamico”.

L’altro preoccupante episodio, ormai all’ordine del giorno non solo a Genova, ma anche nelle città del ponente ligure, riguarda l’accoltellamento fra maghrebini in pieno giorno, avvenuto in piazza Colombo a Sanremo.

I dati statistici riconoscono che i protagonisti di indagini per terrorismo e di episodi di violenza e criminalità, per la maggior parte sono immigrati. Altro che risorse. No alle moschee in Liguria, occorrono maggiori controlli ed espulsioni dirette. I delinquenti, poi, non devono essere lasciati liberi di vagare per le nostre strade”.

 

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