Teoria Gender in Regione: l’Arcigay stronca la maggioranza e Vaccarezza

0
CONDIVIDI

flavio_romani_arcigayGENOVA. 28 OTT. All’indomani del voto in Consiglio Regionale, per vietare l’insegnamento della Teoria Gender nelle scuole, Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, ricorda ai consiglieri liguri che “hanno votato contro un fantasma inesistente”.
Non le manda a dire il Presidente di Arcigay su quanto avvenuto in Consiglio Regionale ieri, martedì 27 ottobre, per le parole espresse da Angelo Vaccarezza, durante la seduta, in cui dichiarava che “In questa società dove si fa molta confusione su tutto noi crediamo ancora che crocifisso e tricolore siano i valori per i quali sia giusto vivere e morire”.
“Sulle parole del Consigliere di FI c’è poco da dire – ha commentato Flavio Romani – abbiamo già avuto un ventennio di farneticazioni ampiamente spiegate e sfatate nei libri di storia, direi che ci sono bastate e dovrebbero essere un monito più che un vanto da sbandierare nelle sale istituzionali”.
Le parole di Vaccarezza e il voto della maggioranza, -impegnano la giunta affinché nelle scuole di ogni livello e grado nella Regione Liguria non venga introdotta la Teoria Gender-.
Forse, bisognerebbe spiegare ai Consiglieri che hanno votato della gran “fuffa”. – spiega il Presidente nazionale di Arcigay – Dico forse perché, in realtà alzano, volutamente, un gran polverone su idee che loro stessi hanno creato mistificando la realtà. Infatti non specificano cosa sia questa ideologia o teoria che secondo loro non dovrebbe esser inserita nella didattica. Si è voluto dar credito a estremisti cattolici e di destra, che agitano questo fantasma inesistente della teoria Gender, ed è grave che un consiglio regionale prenda sul serio questa bufala. E’ solo l’ennesimo atto ipocrita di pochi che, di fatto, blocca azioni positive nelle scuole, portate avanti con molta fatica, per le politiche di inclusione, contro la lotta al bullismo e alla discriminazione e svolte da associazioni di ogni tipo, compresa la nostra. Chi ha votato tale mozione – prosegue Romani – non può apertamente dire di essere omofobo, perché fa brutto e non è più tollerato dalle persone, o elettori, e usa la scusa della difesa della famiglia per aizzare gli altri e placare la propria paura. Devo dire che tutto ciò è sconfortante.
unioni-civiliChiariamo un punto, il termine Teoria Gender lo hanno coniato loro. E’ stata una comunicazione molto efficace per mistificare la realtà, con slogan da due soldi, che fanno leva alla pancia delle persone ma menzogneri, studiati ad hoc. E ha funzionato, anche grazie ad appoggi molto forti e potenti. Basti pensare al coinvolgimento di buona parte delle parrocchie italiane, dove si svolgono incontri e seminari, in una rete capillare, per diffondere queste idee preconcette, come avviene da 2000 anni a questa parte. Approfittano della buona fede delle persone per instillare il dubbio e la paranoia all’interno delle scuole. Trovo squallido – prosegue Romani – prendere in giro le persone perbene, soprattutto usando figure di fiducia come parroci o avvocati per avvalorare le loro ideologie oscurantiste”.
Se il polverone non accenna a placarsi, a livello regionale e nazionale, c’è da chiedersi se le persone, più che la politica, non siano ancora pronte al cambiamento di pensiero.
Tutta questa pseudo difesa della famiglia ha in realtà il fine ultimo di bloccare l’avanzamento della legislatura per la parità dei diritti – Spiega Romani – Dal punto di vista sociale abbiamo visto crescere e maturare la società, rispetto a certe tematiche. Trovandosi molto più avanti a chi governa- E’ chiaro che esistano ancora sacche di omofobi mascherati e radicali che riescono a provocare ancora danni. Tutta questa paranoia Gender si basa sul disprezzo ancora esistente del diverso che, per quanto ridotto, è ancora presente ed è un focolaio che va spento, prima che riprenda vigore. – ma il presidente di Arcigay si sente ottimista e conclude – Credo però che questi siano gli ultimi colpi di coda di un modo di pensare che sta scomparendo, per fortuna, come si può osservare nella cattolicissima Spagna e in molti altri paesi. Questo per loro è insopportabile, ma tanto, possono solo rallentare l’inevitabile”.
Il dibattito ha colpito soprattutto nella provincia di Savona, bacino di voti di Vaccarezza.
“Non siamo sorpresi da queste azioni da parte della Lega e di NCD ma rimaniamo perplessi davanti alle politiche di Toti – ha commentato Mirco Principato, presidente provinciale di Apertamente Arcigay Savona – visto che Berlusconi, non poco tempo fa, aveva dichiarato il voto favorevole al DDl Cirinnà compreso la stepchild-adoption. Conferma invece il proprio stile Vaccarezza che, anziché pensare al benessere dei cittadini tutti, cavalca finte teorie appellandosi al tricolore e al crocifisso come simboli italiani, mentre noi crediamo che le basi di una nazione debbano essere uguaglianza e legalità. Fermo restando che, questa mozione, è in conflitto con la legge regionale contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale e il valore per le pari opportunità, la linea primaria che si dovrebbe trasmettere a scuola”

A.C.

LASCIA UN COMMENTO