TARTARUGHE E VERDESCHE A RIVA, ECCO I CONSIGLI

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Tartarughe Federico_Betti_Verdesca

Tartarughe Federico_Betti_VerdescaSAVONA. 17 LUG. Tartarughe in spiaggia, piccoli squali blu che nuotano placidamente in riva. Questa calda estate 2015 non smette di sorprendere, sia per le temperature che per gli inaspettati avvistamenti lungo la costa ligure.

Da ponente a levante si moltiplicano le immagini postate sui social che ritraggono animali marini mentre si avvicinano alla battigia o sostano sulle spiagge della riviera. Se foto e video in parte contribuiscono ad apprezzare e condividere la bellezza della natura, in rari casi, la troppa curiosità o certi comportamenti sconsiderati portano a tristi epiloghi come nel caso del cucciolo di verdesca trascinato sull’arenile, a Genova Pegli, grave episodio di crudeltà su cui sta indagando la Capitaneria di Porto.

Ma cosa spinge specie marine che solitamente vivono in mare aperto verso la costa? E come ci si deve comportare in questi casi?

 

L’acqua del Mediterraneo, lungo la costa, è più calda del solito per le temperature che si sono registrate in questi mesi favorendo l’avvicinamento degli animali marini nelle aree dei bassi fondali – spiega il Biologo Simone Bava, direttore dell’Area Marina Protetta di Bergeggi – però si deve sempre ricordare che sono specie selvatiche e non abituate all’interazione con le persone. Tartarughe e verdesche non costituiscono normalmente un pericolo per l’uomo, lo squalo blu in particolare è uno spazzino, predilige prede piccole o morenti, ma sono comunque dotati di un becco l’una e denti affilati l’altro, che facilmente potrebbero nuocere alla mano di chi, incautamente, volesse accarezzarli. L’ideale è quindi osservarli senza avvicinarsi troppo, anche per non provocare troppo stress all’animale stesso, non toccarli e non urlare o creare troppo rumore.

È probabile che la loro presenza a riva sia dovuto a qualcosa che li disorienta – continua Simone Bava – come uno scontro contro una barca, il rumore dei motori e molto altro, è perciò importante lasciare che si riprendano in tutta tranquillità per consentir loro di fare ritorno in mare aperto. Soprattutto le tartarughe che, decisamente, in questi casi sbagliano area per la nidificazione. Per la maggior parte sono spesso animali tutelati da convenzioni internazionali e provocarne la morte è un reato molto grave oltre ad essere un atto credule e barbaro.”

Ma non è solo il grande caldo l’unico fattore ad aver inciso sulla probabilità di vedere da vicino splendidi esemplari di tartarughe. Negli ultimi anni, la tutela di molte specie marini è migliorata, soprattutto con la proibizione delle spadare (reti lunghe più di 40 km) nel mar Ligure e in buona parte del Mediterraneo e un serrato controllo da parte della Guardia Costiera, soprattutto all’imbrunire, con voli in elicottero e visori notturni.

L’eliminazione di quella tipologia di reti, mortali per qualunque specie finisca tra le sue maglie, è stata fondamentale in tutta la Liguria -prosegue il Direttore dell’Area Marina – con i controlli poi si è praticamente fermato anche l’uso illegale delle stesse, tutelando moltissimo le tartarughe Caretta Caretta, i delfini, piccoli squali e molti altri animali marini.” L’Area Marina protetta di Bergeggi: http://www.ampisolabergeggi.it/it/

 

3 COMMENTI

  1. E invece gli animali selvatici dell’area marina cosiddetta protetta e della riserva regionale quanto li tutelerete?? E’ vergognoso che di essi debbano occuparsene i volontari Enpa al vostro posto. Ieri ho chiamato mezzo mondo per recuperare un gabbiano ferito e sono venuti solo loro, disperati per i tanti soccorsi che debbono fare in tutta la provincia. Mi avete rovinato la vacanza e non verrò più a Bergeggi, sappiatelo.

  2. Per un gabbiano, mi sembra un po esagerato. L’ Enpa fa quello che può e se non erro riceve anche dei bei finanziamenti a livello nazionale per farlo. Poi c’è la gente incivile che abbandona gatti, cani e tartarughe.

    Comunque al posto di dare da mangiare, da dormire ad immigrati o pseudo tali, poi vedi i risultati che succedono a Savona con rissa e morto, il governo dovrebbe pensare, magari a chi muore di fame o si suicida per lo sfratto, poi, semmai, ai gabbiani

  3. Un’altro che crede, o scrive, che l’enpa riceve beni finanziari a livello nazionale. Non ho capito cosa voglia dire ma è un’associazione di volontari privata che non ha mai ricevuto aiuti statali, malgrado si chiami ente nazionale.

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