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Taleggio Esselunga ritirato per sospetta presenza Listeria

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Taleggio Esselunga ritirato per sospetta presenza Listeria

Dopo i casi del “girellone” e di un salume lo scorso febbraio, spunta un altro caso di contaminazione di listeria. A finire sotto la lente d’ingrandimento questa volta è un lotto di taleggio dop, ritirato, di recente, dalla catena Esselunga per sospetta presenza del batterio Listeria monocytogenes.

“Questi casi devono far riflettere sulla necessità di applicare tutti i controlli di laboratorio che oggi abbiamo a disposizione per tutelare al massimo la salute del consumatore”, spiega Luca Medini, direttore di Labcam srl-Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio Riviere di Liguria. Il Laboratorio con sede ad Albenga, ormai da molti anni segue le aziende in materia di sicurezza alimentare e detiene l’accreditamento sulla prova della ricerca di Listeria monocytogenes riconosciuta da Accredia (ISO 17025:2008).

“Negli ultimi anni – spiega Medini – stiamo assistendo a un progressivo aumento di alcune tossinfezioni alimentari gravi, causate da agenti infettivi sia tradizionali che emergenti, come  Campylobacter, Escherichia coli enterotossico, Listeria monocytogenes e Salmonella spp. Purtroppo quando il problema arriva all’attenzione del clinico e del laboratorio di microbiologia, significa che nella catena dei controlli alimentari c’è stata una falla.


Ricorrere a un controllo ulteriore nella fase di pre-commercializzazione, sfruttando anche metodi rapidi e moderni, come ad esempio il sistema di rilevamento molecolare 3M Molecular Detection System in funzione nel nostro laboratorio, per un’azienda si traduce in una migliore garanzia della qualità del proprio prodotto, tutelando la propria immagine commerciale e soprattutto mettendo al riparo la salute del consumatore finale”.

“Utilizzare anche nelle fasi di controllo e prevenzione gli strumenti molecolari, che ormai da anni vengono applicati nel campo delle infezioni alimentari, è fondamentale per dare risultati rapidi e ancor più precise garanzie di sicurezza al consumatore» dice Medini.

La Listeria monocytogenes è uno dei pochi batteri con limiti di legge definiti, infatti deve essere assente in 25 o in 10 grammi a seconda dell’alimento.

Epidemie di listeriosi si sono verificate, negli ultimi anni, negli Stati Uniti, in Francia, in Germania, lo scorso anno in Danimarca – 12 morti – e nel 1997 anche in Italia.

Gli alimenti incriminati sono risultati alcuni prodotti caseari freschi come mozzarelle, ricotte e gongorzola, ma anche insaccati, salse, carne, salmone e tonno.

Listeria monocytogenes è un batterio molto pericoloso perché resiste al freddo e può trovare anche nel frigorifero un ambiente adatto alla prolificazione.

Può causare meningite e setticemie, può essere letale per anziani e individui con un sistema immunitario compromesso e provocare aborti nelle donne incinte.

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