SYLVIE GUILLEM INNAMORA GENOVA

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Sylivie Guillem

Sylivie GuillemGENOVA. 6 LUG. Avvenimento importante per la nostra città quello di ieri sera al Carlo Felice che ha portato sul palco per l’ultima volta (forse…) Sylivie Guillem, l’etoile francese che ha deciso di chiudere la sua carriera a 50 anni (compiuti lo scorso 25 febbraio).

50 anni portati benissimo, abbiamo pensato tutti, vedendola entrare in scena e soprattutto guardandola ballare. Una Guillem in perfetta forma fisica, ma soprattutto una Guillem cambiata interiormente. Chi l’ha sempre pensata altera, fredda e distaccata, certo ieri non ha potuto mantenere la stessa opinione.

La maturità ha fornito a Sylvie quella dolcezza ed “umanità” che probabilmente sono sempre state in lei, ma che teneva dentro forse a proteggere un personaggio. Nessun personaggio per questo tour d’addio che la vede invece spogliata di qualunque divismo e aperta al suo pubblico con cui vuole assolutamente condividere quello che è veramente: una donna libera, rimasta vagamente bambina che ama la vita, la natura e le persone che la circondano.

 

Lo spettacolo intitolato non a caso “Life in progress”, che ha debuttato lo scorso marzo al Teatro Comunale di Modena, ha portato a Genova mezza Italia e per fortuna si è rivisto il Carlo Felice pieno. Le performance a programma erano quattro e tranne la seconda comprendevano tutte la presenza dell’etoile francese.

Il primo brano, Techne, è una prima mondiale del coreografo Akram Khan e propone una Guillem animalesca molto simile ad un ragno. La danzatrice zampa dopo zampa si solleva per dialogare con un albero meccanico che le obbedisce solo in parte. Ogni dettagli di ogni sua postura e traiettoria è perfetto.

Il secondo brano, Duo, firmato Forsythe è un duetto maschile, assolutamente ironico, offre un meccanismo perfetto di corrispondenza a due, di dinamiche che si alternano e controbattono come in un dialogo verbale. Ad interpretarlo due danzatori della Forsythe Company : Brigel Gjoka e Riley Watts.

Per la terza esecuzione la Guillen ha scelto di accompagnarsi ad una danzatrice italiana, la scaligera Emanuela Montanari, con la quale hanno eseguito Here & After, una creazione di Russell Maliphant. Il brano vagamente orientaleggiante racchiude tutto il catalogo poetico e stilistico di Maliphant, le peculiari dinamiche propulsive push and pull del coreografo inglese fatte di equilibri/disequilibri in cui le due danzatrici si incontrano e scontrano per finire in un caloroso abbraccio finale. Adeguata la Montanari in questa prestazione anche se spesso si dimentica di posare gli occhi su di lei per la presenza schiacciante della Guillem.

A chiudere il pezzo più affascinante della serata, Bye di Mats Ek su musica di Beethoven, in cui la Guillem dà veramente il massimo facendo scoprire anche le suo spiccate doti attoriali. Un vero e proprio autoritratto di donna e di ballerina, quello di un’eterna ragazza inquieta alle prese con le sue emozioni, i suoi fantasmi, la sua vita reale e immaginaria. Qui Sylvie mostra a pieno quella freschezza che i 50 anni non hanno cancellato e non possono cancellare, quella bellezza clamorosa che c’è e che sarà sempre, quella di un’artista tout court. Dentro quel gonnellino color senape, quella camicetta e golfino vintage c’è una donna qualunque con il passo incerto di chi è alla ricerca di qualcosa. In scena con lei uno schermo interattivo in cui si specchia e che si popola di altri essere viventi con cui alla fine sceglie di andare uscendo di scena per sempre. Un brano metaforico che inevitabilmente ha coinvolto e commosso il pubblico che alla fine ha applaudire per dieci minuti interi in standing ovation. Ma coinvolta e commossa è sembrata anche lei, la algida Sylvie che, ricevendo direttamente dalle mani del sovrintendente Roi un mazzo di fiori, ha regalato baci e sorrisi a tutti.

Ad applaudire Sylvie personaggi noti della danza internazionale: l’etoile scaligero Massimo Murru, l’etolie Renata Calderini, l’ex direttrice dell’Accademia di Danza del Teatro alla Scala Anna Maria Prina, il direttore del Balletto di Milano Carlo Pesta e consorte. Questo a dimostrazione che quando l’evento c’è Genova risponde.

FRANCESCA CAMPONERO

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