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Svezia-Italia, questa sera primo atto dello spareggio Mondiale

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Ventura ct della Nazionale

Il momento è arrivato. Gli Azzurri sono all’ultima chiamata per Russia 2018, un treno che nessuno può permettersi di perdere. Svezia-Italia (ore 20.45, diretta Rai 1) è IL crocevia del movimento calcistico italiano. Andare al Mondiale, infatti, è sempre un imperativo categorico per l’Italia e di certo questo dogma sportivo non contempla eccezioni di sorta.

Alla “Friends Arena” di Solna affronteremo la Svezia per la 24^ volta della nostra storia ed il bilancio positivo dei precedenti (11 v, 6 p, 6 s) non deve minimamente influire sul presente, visto che ci si gioca tutto e non sono ammessi esami di riparazione. La Svezia ha un palmarès di tutto rispetto (un oro olimpico targato 1948, un secondo posto mondiale nel 1958 e due terzi posti nel 1950 e nel mondiale americano del 1994) ma comunque relegato ad un altro periodo storico. Servirà determinazione ed abnegazione ma occorrerà far valere il differenziale tecnico che separa le due compagini, come sostenuto anche da De Rossi in conferenza stampa: «Ci aspettano due partite che non si possono sbagliare. La posta in gioco è così alta che va bene il concetto di ‘sangue e sudore’ inteso come dare tutto sino allo sfinimento, ma ci vorranno anche lucidità, organizzazione, tecnica e corsa». Il veterano azzurro taglierà inoltre un traguardo ideale importantissimo nel match di andata degli spareggi mondiali, superando le 116 presenze di Andrea Pirlo; un evento reso ancora più suggestivo dalla concomitanza della notizia del ritiro dal calcio giocato del “Maestro” per il quale lo stesso De Rossi ha speso parole di profonda ammirazione, riconoscendone l’enorme spessore tecnico ma anzitutto umano. Nemmeno il Ct Gian Piero Ventura ha usato perifrasi per descrivere la portata di questi 180′: «dobbiamo fare qualunque cosa per raggiungere il Mondiale» ha sottolineato, aggiungendo che «ogni soluzione tattica necessaria verrà attuata» e sottolineando come questo sia un gruppo «voglioso e altamente motivato».

L’ultimo ricordo che ci lega alla Svezia è senz’altro dolce e risale alla fase a gironi di Euro 2016, quando il match fu deciso in favore degli Azzurri da un guizzo di Eder. Questa però è un’altra Svezia, certamente orfana del fenomeno Ibrahimovic ma dotata di maggiore amalgama e che trova in Lindelof, Forsberg e Berg i suoi elementi di spicco. Tutti elementi tuttavia che non devono costituire alibi, il differenziale tecnico è lì da vedere e la qualificazione dipende esclusivamente da quanto i nostri portacolori sapranno mettere in campo.

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