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TURISTA CURIOSO RISCHIA IL LINCIAGGIO

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turista curioso rischia il linciaggio

GENOVA 14 AGO. Turista curioso rischia il linciaggio.  “Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”; ma la speranza deve essere l’ultima a morire sulla Terra, quella citata era all’ingresso dell’ ”Inferno”. Scomodiamo il “padre” Dante Alighieri per stigmatizzare in maniera nobile quello che può succedere ad un turista ferragostano che si avventura in Via Del Campo nel centro storico cittadino in pieno giorno.

Naso all’insù e meravigliate occhiate ai colori caleidoscopici dei negozi di frutta e verdura e di un grande phone-center, internet point.

Qualche foto ispirata dall’ipnosi del meltin-pot e della bellezza architettonica della Via resa internazionalmente celebre dalla poesia in musica di Fabrizio De Andrè.


Un pellegrinaggio quasi obbligato per chi visita per la prima volta la “città vecchia”. “Toh! Guarda c’è anche una scritta con un verso di Faber sul muro di Piazza Vacchero! Che emozione!”.

Poi, quasi dal nulla un nugolo di extracomunitari aggressivi e incazzati che circondano il turista reo di essere un fotoamatore che, come il buon turismo consapevole impone, almeno qualche immagine ricordo a casa vuole portarsela.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUno dei giovanotti bruniti avvicina il volto a tre centimetri dal viso del turista e gli impone seccamente di “non fare foto!”. “Ohibò! Che succede?” – deve essersi chiesto il viaggiatore curioso che, un po’ sorpreso e non meno intimidito chiede allora spiegazioni.

Intorno a lui altri personaggi maghrebini si riposizionano, uno addirittura si toglie la cintura e la brandisce come arma d’offesa e di “punizione” per gli scatti non graditi. Qui il turista, fortunatamente accompagnato da un amico, non ci sta e alza la voce. “Ma cosa volete? Sto facendo solo delle foto. Sono un turista e qui siamo pur sempre in Italia! Non mi è mai successa una cosa simile! E ne ho girato di città italiane!”

Forse la sorpresa, forse un pizzico di adrenalina dovuto anche all’inconscio pensiero che se è in vacanza probabilmente sta spendendo soldi “turistici” di cui Genova ha bisogno come il pane. Ebbene no. La protesta fa l’effetto della benzina sul fuoco.

Un altro uomo. un po’ tozzo e vestito da capo a piedi in djellaba di cotone bianca e con un bel barbone islamico che più non si può, si avvicina alla spalle del turista con fare e parole  non certo rassicuranti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAI due turisti capiscono che è meglio non discutere oltre e decidono di allontanarsi in tutta fretta. All’incrocio tra Via delle Fontane e Via Gramsci, superata la maestosa Porta dei Vacca, leggono la targa del vicolo uterino che prosegue oltre e ne leggono la targa topografica “Via di Prè”. “Ah! Ecco!”

Alla ricerca di spazi più ampi e meglio frequentati si spostano al Porto Antico. “Ma non era Patrimonio dell’Unesco?” Si domandano alla fine i due a vicenda e consultano più approfonditamente la guida che hanno nel borsello. “Mah! Qui così dice, a pagina 39”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPoi più per sfogarsi che per chiedere aiuto per l’episodio ormai semidigerito chiamano al 112 i Carabinieri. “Si, capisco, guardi è meglio stare un po’ all’occhio da quelle parti!” – risponde con pacatezza e gentilezza il militare centralinista la di là del capo del telefono.

Per la cronaca il “turista non per caso” era chi scrive.

L’Ufficio Topografico del Comune dovrebbe pensare di cambiare il nome alla “meravigliosa (un tempo)” Via Del Campo: suggeriamo con estrema modestia “Suk Del Campo”.

Questo articolo è dedicato all’amico Simone Camilli che ha perso la vita ieri a Gaza per documentare…la vita e la morte. Ciao Simone.

Marcello Di Meglio

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