Studente ucciso da Tir a Borzoli: mamma fa sciopero della fame

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La mamma ed Alessandro fondana il ragazzo ucciso da un tir a Borzoli

GENOVA. 24 OTT. Ancora nessun risarcimento per pagare la borsa di studio ad un altro giovane e Tir che continuano a transitare in via Borzoli. La mamma dello studente genovese Alessandro Fontana ucciso a 18 anni da un Tir in via Borzoli nel dicembre 2014, domani comincerà lo sciopero della fame per protesta.

Franca Bolognini, 50 anni, oggi ha annunciato che non si alimenterà più per protestare contro il fatto che, nonostante la morte del figlio, i mezzi pesanti continuino a transitare “pericolosamente” in via Borzoli e che l’assicurazione non abbia corrisposto ancora un euro di risarcimento.

La donna ha spiegato che non vuole neppure pensare a lucrare sulla morte del figlio, ma quei soldi servono per pagare la borsa di studio, intitolata in memoria di Alessandro, a uno studente di Medicina “in modo che qualche altro ragazzo possa realizzare il grande sogno di Ale di diventare medico”.

 

Una borsa di studio era già stata pagata dalla famiglia della vittima e adesso ne sta per essere rifinanziata un’altra. Il conducente del Tir che uccise Ale è stato condannato.

 

12 COMMENTI

  1. Dispiace per suo figlio. Ma la signora sbaglia totalmente tattica. Dovrebbe invece andare a cercare CHI ha deciso quei lavori e denunciarlo. Se fate caso il Comune….tace per non inguairsi e dover andare in causa sia con questa donna che con l assicurazione del camion. Sanno già che sarebbero messi alla berlina tutti a cominciare dall assessore fino a chi ha fatto i lavori. Signora, si informi bene sui veri responsabili e voi gente smettetela di mugugnare quando CHI lavora nel Comune er un incapace patentato. In altri Paesi i responsabili avrebbero già pagato il loro errore.

  2. Aggiungo una cosa,forse importante: se i vigili controllassero bene il dopo lavori e nel tempo riscontrassero eventuali pericoli……sarebbe meglio. Ogni distretto ha un comandante che riporta al comando centrale eventuali anomalie. Tanti anni fa lo facevano,raggiungendo il.collega e sicuramente venivano avvisati o consigliati cosa c’era di urgente o no per la viabilità. Si circolava meglio se ricordate anche se auto e moto erano meno. Anche le.ritatorie sono pericolose,ma chissà come mai quando son li carabinieri o polizia….è tutto perfetto,nessuno ruba la precedenza all altro o….non si “tuffano” passando veloci.

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