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Striscione di CasaPound per i lavoratori di Gitiesse

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Striscione di Casapound per i lavoratori di Gitiesse

GENOVA. 25 LUG. “Basta delocalizzazioni, Gitiesse non si tocca”. E’ il testo dello striscione che i militanti genovesi di CasaPound hanno affisso ieri contro la delocalizzazione all’estero della azienda di elettronica navale Gitiesse.

La società, proprietà della multinazionale statunitense Eaton, ha avanzato l’ipotesi di licenziamento di 31 su 54 dipendenti dell’azienda della Valpolcevera.

“Questa ennesima occasione – spiega Casapound – dove un’azienda controllata da una multinazionale straniera scarica sui lavoratori i fallimenti della propria leadership o delle proprie scelte strategiche, come nel caso dei vertici della Gitiesse, o li impiega come ‘capro espiatorio’ ricorrendo slealmente a licenziamenti o demansionamenti per una anche lieve flessione del fatturato, reale o prevista negli obiettivi aziendali, come nell’ultimo capitolo della triste saga della Ericsson agli Erzelli, con l’inqualificabile e vigliacco licenziamento via e-mail di 40 addetti, deve farci riflettere e agire contro la svendita della propria sovranità nazionale anche nel ramo industriale e produttivo, contro una globalizzazione che è troppo spesso concorrenza sleale e arma di ricatto verso i lavoratori italiani, tutti tasselli nella ormai giunta a un punto critico corsa alla cancellazione dei diritti dei lavoratori.


CasaPound si opporrà sempre a queste forze disgregatrici del tessuto della Nazione, e sarà sempre sulla barricata dalla parte della Sovranità e dei lavoratori italiani”.

 

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