Strappava in bici gli smartphone alle donne: preso marocchino

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Strappava in bici gli smartphone alle donne: preso marocchino

GENOVA. 8 OTT. Ieri agenti della Sezione criminalità diffusa della Squadra Mobile, insieme ad agenti delle Volanti, hanno fermato per rapina aggravata il 20enne marocchino Mohamed A. S. con diversi alias, irregolare sul territorio, senza fissa dimora e gravato da precedenti per reati contro il patrimonio, la persona ed in materia di stupefacenti.

A carico del marocchino, a seguito delle investigazioni svolte, sono stati raccolti gravi elementi di responsabilità in relazione ad una rapina commessa nel pomeriggio dello scorso 5 ottobre in via Mosso, nei pressi dell’ospedale San Martino di Genova, ai danni di una giovane infermiera.

Nella circostanza lo straniero, si lanciava verso la vittima in sella ad una bicicletta e le strappava il telefono cellulare che aveva in mano distorcendole un dito della mano destra.

 

Il giovane straniero, le cui fattezze fisiche e soprattutto il taglio dei capelli erano del tutto simili alle descrizioni fornite dalle vittime dello scippatore in bici, è stato notato e fermato da una pattuglia nella zona di piazza Martinez nella serata di giovedi scorso mentre scendeva da un autobus per salire su un altro ed era stato messo a disposizione dell’Ufficio Immigrazione per gli atti di competenza in quanto sprovvisto di permesso di soggiorno.

Ieri, c’erano ultimati gli accertamenti in merito allo scippo, e il marocchino era stato condotto nel carcere di Marassi.

Sono in corso indagini, riscontrare l’eventuale responsabilità dell’arrestato in mrito ad ulteriori episodi realizzati nel mese di ottobre in via XX Settembre, nel centro storico, a Castelletto e in via Monteallegro.

E’ stata anche ritrovata e sequestrata, in piazza Caricamento, una bicicletta di colore scuro che potrebbe essere quella usata durante gli scippi.

La bicicletta ritrovata in piazza Caricamento
La bicicletta ritrovata in piazza Caricamento

11 COMMENTI

  1. Marieke van Oudgaarden: A mio parere lei è una persona antidemocratica perché vuole imporre le sue ideologie agli altri e il bavaglio alla stampa. Io mi ribello a quelli come lei e dico NO al bavaglio alla stampa libera ed indipendente. SI’ ai giornalisti cani da guardia della Democrazia. Perché lei non si è mai sentita in dovere di criticare e di scrivere un commento, quando i giornalisti di LN aggiungono (giustamente) nel titolo degli articoli che l’autore del crimine è “genovese” o “italiano” o “piemontese” o “siciliano” o “tedesco” o “francese”!? A differenza di quello che sostiene lei, io credo che, nei titoli e nel corpo degli articoli, sia necessario aggiungere la nazionalità e la distinzione per sesso. Più informazioni riceviamo, meglio è. Solo in questo modo, infatti, possiamo poi elaborare la nostra personale opinione. L’informazione giusta, secondo la deontologia professionale che ogni giornalista dovrebbe rispettare, è quella di riportare i fatti e la verità sostanziale informando i lettori in modo più ampio e completo possibile. Siamo in Democrazia e la libertà di stampa è sacra. Pertanto, la stampa libera ed indipendente si può, anzi, si dovrebbe criticare quando riporta fatti e circostanze non rispondenti al vero. Non si può, anzi, non si dovrebbe criticare quando riporta informazioni in modo vero, ampio e completo, ma che non ci piace o ci dà fastidio solo perché contrarie alla nostra personale ideologia. Più che all’ipotetico pericolo di (secondo me impossibili) derive comuniste o fasciste, qui in Italia dobbiamo difenderci e ribellarci all’attuale tangibile deriva antidemocratica che ha preso il Paese.

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