Strada aperta all’Esselunga in Albaro, il Pd: legge Rixi è un pasticcio

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Esselunga pronta a partire per Genova: entro 30 luglio nuova legge sulla grande distribuzione
Pronti a partire per Genova: polemiche in Regione per lo stop al monopolio Coop e il possibile arrivo di Esselunga in città
Pronti a partire per Genova: polemiche in Regione per lo stop al monopolio Coop e il possibile arrivo di Esselunga in città

GENOVA. 8 LUG. In sostanza, sì alla prosecuzione del monopolio Coop, no all’arrivo di Esselunga, che con il nuovo progetto della Regione potrebbe aprire un grande supermercato in via Piave ad Albaro.

I consiglieri regionali del Pd Giovanni Lunardon e Juri Michelucci ieri hanno attaccato il nuovo disegno di legge sul Commercio proposto dall’assessore Edoardo Rixi: “E’ un pasticcio continuo. Prima la giunta Toti ha individuato 15 aree in tutta la Liguria in cui insediare, a sua scelta insindacabile, la grande distribuzione, senza consultare i Comuni e talvolta confliggendo persino con i loro piani urbanistici.

Poi, si è difesa sostenendo che questa selezione si basava su alcuni criteri codificati da uno studio commissionato all’Istituto Tagliacarne.

 

Oggi scopriamo che quello stesso studio, al momento, risulta ancora incompleto, visto che dei tre parametri scelti dagli esperti dell’Istituto per valutare l’idoneità dei siti, la parte su accessibilità e mobilità, a cui si aggiungono altri due indicatori su dissesto idrogeologico e qualità dell’aria, non è pronta. In poche parole: prima ancora che l’Istituto Tagliacarne fornisse alla Giunta tutti gli elementi necessari per individuare dove sistemare la grande distribuzione, la maggioranza aveva già preso la sua decisione, inserendo i 15 siti prescelti.

Per uscire da questo vicolo cieco, noi intravvediamo due possibilità: o la Giunta trasforma la legge in un provvedimento amministrativo, che consentirebbe di utilizzare lo strumento della Vas, tenendo conto delle indicazioni contenute nei Puc e nei piani commerciali dei Comuni; oppure se si vuole mantenere lo strumento della legge si stralcino i siti e si individuino criteri stringenti, che garantiscano la migliore regolazione di concerto con i Comuni e con le parti sociali”.

 

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