STORIA DEL MACRAMÉ

0
CONDIVIDI

Asciugamano_macrame[1]CHIAVARI.21. LUG. Il Macramè, appartenente alla famiglia dei merletti, si ottiene annodando tra loro filati pregiati di tela sfrangiata, quali seta, cotone e lana. Il nome è di certo originario dell’Arabia e deriva dalla fusione delle parole “migramah” che indica frangia per guarnizione, “rame” che significa nodo e “mahramatun” che vuol dire fazzoletto da tasca.

Ancor oggi, in piccole realtà artigianali liguri, questo merletto è usato per abbellire asciugamani di puro lino, comporre vari tipi di fiori per ornare sandali femminili, borse , bottoni, cinture, astucci per bomboniere e bouquet per sposa. La leggenda racconta che questi merletti sono stati importati nel ‘400 dai Crociati di ritorno dalla Terra Santa, altre fonti sostengono che questi pizzi giungono a Genova portati dai mercanti che hanno scambi commerciali con popolazioni del Medioriente .

I marinai, imbarcati sui velieri, durante le traversate, che duravano vari mesi, trascorrevano le ore di ozio mettendo in pratica la tecnica del macramè e, creando con fili di corda annodati tra loro, amache, copri bottiglie, cinture e borse.

 

asciugamano 6Questi manufatti venivano poi barattati come fossero moneta sonante, per pagarsi vitto e alloggio nel paese in cui i marinai sbarcavano. Arrivato a Genova e nel Levante ligure, questo merletto, passa dalle mani maschili a quelle femminili, acquistando grazia e raffinatezza. Le donne usano fili sempre più sottili fino ad ottenere una trina elegante e preziosa, disegnando figure fantasiose e complicate. Nel 1680 Giuseppe Perazzo, mercante e navigatore, commercia il macramè di Chiavari prodotto dalle lavoranti della costa levantina e dell’ entroterra, nella città di Costantinopoli e nelle terre vicine.

Nel corso dell’800 il macramè subisce un declino, perché vengono introdotti altri tipi di pizzi; rimane tuttavia una nicchia, nel chiavarese, dove la tradizione viene portata avanti da merlettaie di grande esperienza e competenza, che curano e perfezionano i motivi orientali e creano nuove forme e figure. A Chiavari fino agli anni ‘ 70 è attiva Maria Chiappe, con un nucleo di ottime allieve, alcune delle quali lavorano ancora oggi o hanno tramandato i segreti di quest’arte alle loro figlie e nipoti. ABov.

LASCIA UN COMMENTO