Stella, uccise l’amico per sbaglio: pena ridotta a 2 anni e 10 mesi

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L'ingresso del Palazzo di Giustizia a Genova
L'ingresso del palazzo di giustizia in centro città a Genova
L’ingresso del palazzo di giustizia in centro città a Genova

GENOVA. 6 GIU. Tragedia fra amici a Stella. In primo grado i giudici avevano preso un abbaglio perché Claudio Tognini era stato condannato a 12 anni con rito abbreviato (sconto della pena di un terzo) per omicidio volontario.

Il savonese era stato accusato di avere ucciso, con un colpo di fucile da caccia, l’amico Andrea Macciò. Secondo gli inquirenti, si sarebbe trattato di un regolamento di conti per un debito di circa 6mila euro, che però si è rivelato inesistente.

Oggi in appello i giudici hanno derubricato il reato di omicidio volontario in omicidio colposo e quindi hanno inflitto a Tognini 2 anni e 10 mesi di reclusione. Il savonese è stato condannato anche per occultamento di cadavere.

 

Confermata la pena di 1 anno e 4 mesi, per omicidio colposo e occultamento di cadavere, anche per l’altro imputato Alessio Scardino.

Il pg Luigi Cavedini Lenuzza ha chiesto la conferma delle pene di primo grado, ma i giudici hanno sostanzialmente accolto la tesi dell’avvocato difensore Andrea Vernazza.

Nel gennaio 2015 il gup aveva respinto la richiesta di parte civile di un incidente probatorio, escludendo dal processo la criminologa genovese Roberta Bruzzone.

Nel dicembre 2013, i tre amici si erano ritrovati in casa di Scardino a Stella. Partì il colpo e gli imputati si spaventarono, nascondendo il cadavere dell’amico in un garage. Poi, però, si costituirono. Agli inquirenti spiegarono di uno scherzo e di un colpo partito dalla doppietta di proprietà di Scardino, che Tognini aveva impugnato nella convinzione che fosse scarica.

 

 

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