Stangata sul pesto, UE ama olio tunisino e odia nostro basilico

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Stangata UE sul pesto, il basilico nel mirino della UE
Stangata sul pesto, il basilico nel mirino della UE: in arrivo aumento dell’Iva dal 4 al 10%

GENOVA. 13 MAR. Politici italiani a Bruxelles inutili. La UE autorizza lo sbarco di olio tunisino esentasse in Italia, contribuendo a mettere in difficoltà produzione e commercio ligure del settore, e fa la stangata sul nostro basilico.

Bruxelles l’altro giorno ha deciso di imporre all’Italia l’aumento dal 4 al 10 per cento dell’aliquota Iva sull’ingrediente più amato dai genovesi e conosciuto in tutto il mondo per il pesto.

Si tratta di una “forzatura” che andrà a danneggiare la Liguria, ma i nostri rappresentanti al parlamento europeo non sono stati in grado di difendere gli interessi locali. E finora la Regione Liguria non ha mosso un dito per arginare il nuovo caso di ingiustizia.

 

In sostanza, con questi provvedimenti di “razzismo economico” all’incontrario, si andranno ad aiutare i tunisini e a penalizzare i liguri, abbandonati a se stessi.

Secondo la tecnocrazia che regna oggi a Bruxelles, l’aumento dell’Iva per il basilico è necessario per chiudere il contenzioso di una procedura d’infrazione aperta dalla commissione europea e riguarda anche la salvia e il rosmarino. Nel caso specifico, era coinvolto pure l’origano, per il quale il legislatore italiano si sarebbe dimenticato di abbassare la percentuale dell’Iva.

Ma perché non tenere bassa la tassazione per tutti gli ingredienti e prodotti tipici, evitando l’invasione dell’olio tunisino a dazio zero? Fabrizio Graffione

28 COMMENTI

    • Forse è così, ma che razza di osservazione è? Non c’entra nulla con il senso dell’articolo. Chi viene impiegato in quelle imprese create in paesi extra UE è italiano e ligure? Il problema è che qui da noi c’è una crisi occupazionale senza precedenti e si penalizzano produttori e consumatori. Lo sappiamo tutti che ci sono imprenditori italiani che scappano all’estero. Io non li farei più rientrare in Italia se non pagando un sacco di tasse, da distribuire a poveri e disoccupati. Mentre quelli che investono e rimangono da noi li premierei diminuendo le tasse, anziché consentire l’importazione di prodotti extra UE a dazio zero

  1. Ma qui stiamo cioccando veramente. Io mi chiedo come facciamo ( io inclusa) a sopportare ancora. Gli italiani si devono ribellare. Siamo messi veramente male . Fino al 2018 saremo finiti in ogni senso.

  2. Stanno vendendo le nostre eccellenze alimentari e con esse la nostra identità e la nostra libertà tra qualche anno saremo soltanto la pattumiera d’europa dove scaricare povera gente senza più nulla e vendere prodotti spazzatura come quelli prodotti da paesi come germania ed altri che non hanno una storia gastronomica e nemmeno culturale se non quella di essere degli assasini

  3. Non si ottiene “””equita’ e collaborazione “”” dai nostri politici e specialmente per il basilico ligure ( e il pesto conosciuto in tutto il mondo ) piuttosto lo “””tassano “”” di piu per contribuire a “””danneggiare “” la nostra economia ma i politici LIGURI COSA NE PENSANO ? CI SONO IN PARLAMENTO ?

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