Sprechi pazzi, “inutile” querelare Renzi: il caso in procura a Genova

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Il selfie del premier Matteo Renzi con Barbara D’Urso

GENOVA. 15 APR. Lui è Alessandro Maiorano, un dipendente del Comune di Firenze, noto per essere uno dei più stakanovisti sul lavoro, ma anche paladino contro le ingiustizie, nonché fustigatore delle presunte malefatte o sprechi dei potenti, incluso il suo ex sindaco e attuale premier Matteo Renzi. Loro sono un pm e un gip toscani, sostanzialmente accusati dal cittadino di non aver indagato abbastanza, ma al momento non indagati dalla procura competente, ossia quella di Genova.

Secondo Maiorano, il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, il sostituto procuratore Luca Turco e il giudice per le indagini preliminari Alessandro Moneti non avrebbero indagato a sufficienza sui numerosi esposti che lui avrebbe depositato nei confronti di Renzi.

Nella “querelle” giudiziaria c’è pure l’avvocato Carlo Taormina, che ha presentato un esposto perché uno degli esposti-querele di Maiorano sarebbe stato incredibilmente smarrito.

 

La vicenda, nella sua interezza, riguarda anche le presunte spese pazze o sprechi di Renzi.

Maiorano ha presentato esposti ai magistrati toscani per indagare sulla concessione di un alloggio da parte di Marco Carrai a Matteo Renzi e sui rapporti tra il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi con l’attuale premier, quando era presidente della Provincia di Firenze e poi sindaco. I giudici avevano però archiviato le indagini e per questo Maiorano aveva presentato gli esposti contro i magistrati toscani.

La procura genovese nei giorni scorsi ha quindi aperto un fascicolo a carico di ignoti per omissione in atti d’ufficio, sulla base dell’esposto. Staremo a vedere come andrà a finire.