SPEZIA. REGISTRAZIONE IN COMUNE DI MATRIMONI DELLO STESSO GENERE

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matrimoni comune di la speziaLA SPEZIA. 25 GIU. Il Consiglio comunale di La Spezia durante la seduta del 22 giugno 2015, ha approvato un documento in tema di diritti civili, ovvero della mozione che permette la registrazione in comune di matrimoni tra persone dello stesso genere celebrati all’estero.

Il documento era stato presentato dai consiglieri comunali Roberto Masia (indipendente di sinistra) e Paolo Manfredini (PSI) entrambi componenti il gruppo consiliare “Sinistra Unita per il Socialismo Europeo” (successivamente sottoscritto da altri gruppi consiliari) ed impegna la Giunta comunale e il Sindaco, nella sua qualità di Ufficiale di Stato civile, a individuare le modalità idonee all’iscrizione degli atti di matrimonio celebrato all’estero tra persone dello stesso sesso, su richiesta degli interessati quando residenti a La Spezia.
Nella mozione votata si richiama l’articolo 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che, riconoscendo ai cittadini dello stesso sesso il diritto di sposarsi, ne fa titolari del diritto a vedere riconosciuta la validità del loro matrimonio in tutti i paesi dell’Unione europea e numerose sentenze e ordinanze di tribunali italiani assimilabili al medesimo principio.

Nel rilevare che attualmente in dieci paesi europei siano già possibili matrimoni tra persone dello stesso sesso, che in altri nove siano riconosciuti diritti analoghi a quelli previsti dal matrimonio mentre nei restanti Paesi, tra cui l’Italia, alle coppie omosessuali non sia riconosciuto alcun diritto o scarsi diritti, i presentatori della mozione, dopo avere espresso solidarietà ai sindaci italiani che hanno già operato in questo senso, nel dispositivo invitano il Sindaco a farsi parte attiva presso l’ANCI affinché a fronte di quanto richiamato più volte dalla Corte Costituzionale (e recentemente dal Rapporto del Parlamento Europeo) il Parlamento e gli organi di Governo nazionale provvedano a prendere tutte le misure per l’approvazione di una normativa generale che possa “regolare diritti e doveri delle coppie di persone dello stesso sesso e delle famiglie omogenitoriali”.

 

Infine nel ricordare che nella mozione approvata la trascrizione di “un matrimonio celebrato all’estero non ha finalità costitutive né celebrative, ma ha un’efficacia meramente dichiarativa, i presentatori della mozione, certi che iniziative come queste allontanano la società e gli affetti personali dai tempi bui dell’oscurantismo medioevale che taluni vorrebbero ancora imporre, sono vicini fin d’ora ai cittadini omosessuali residenti nel comune della Spezia, che hanno celebrato o intendano celebrare all’estero il loro matrimonio e che vorranno rendere pubblica l’esistenza di tale atto, certificando cosi il loro diritto alla vita familiare ed all’affettività”.

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