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SPEZIA, PICCOLO SUONA LA CARICA “MAI ACCONTENTARSI”

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Felice Piccolo dello Spezia

piccolo_speziaSPEZIA 7 OTT. Il suo esordio con la maglia bianca contro la capolista Perugia, ha lasciato tutti senza parole, infatti Felice Piccolo ha messo sul terreno di gioco tutta la propria esperienza al servizio della maglia bianca, guadagnandosi la palma di migliore in campo: “Quando si vince la settimana è sicuramente in discesa, ma il calcio, come la vita, ti mette sempre davanti a nuove prove, pertanto bisogna lavorare come e meglio di prima. Erano tre mesi che non scendevo in campo per una partita ufficiale, ma non ho mai smesso di lavorare, sono sempre stato bene ed anche il risultato ha aiutato a dare risalto alla mia prestazione; la difesa a tre? Non ho preferenze, dipende anche dall’avversario che si incontra, di certo è che a tre gli spazi si coprono meglio, mentre a quattro si fa un pò più fatica ad uscire sull’attaccante, ma l’importante è fare sempre del proprio meglio, indipendetemente dal sistema di gioco scelto. Sono tornato in Italia e mi sono trovato ad esordire con la Primavera a Torino contro la Juventus, nella quale sono cresciuto ed approdato al calcio professionistico, ed è stata una gara importante per me, perchè sono in quelle partite che si vede la testa e la voglia di un giocatore esperto, perchè la brutta figura è sempre dietro l’angolo quando si crede di essere più forti, e poi sono contento anche per i ragazzi di mister Gallo, perchè da quella partita, che avremmo meritato di vincere, hanno trovato tre vittorie consecutive, prendendo consapevolezza nei propri mezzi. Contro il Perugia, la seconda frazione è stata particolare, dato che eravamo forti del vantaggio siglato da Situm nel primo tempo e della doppia superiorità, ma forse c’è stata un pò di timidezza, ci siamo contratti, ma credo sia tutto riconducibile al fatto che l’età media della squadra è molto giovane, ma cresceremo anche mentalmente ed i risultati in questo aiutano molto. Il Perugia? Mi è sembrata una squadra vigorosa, con giocatori importanti e molto quadrata, ma siamo stati bravi a tenere il campo, abbiamo avuto un ottimo approccio ed alla fine abbiamo vinto meritatamente. Il nostro gioco è molto dispendioso, soprattutto nelle ripartenze ed i cali fanno parte della gara, ma non ci sono sicuramente problemi atletici, perchè all’estero da anni si lavora così e se si lavora al 100% con la palla come stiamo facendo con mister Bjelica, i risultati sono sicuramente migliori rispetto ad un classico lavoro a secco. Contro la Pro Vercelli lo spirito deve essere lo stesso dimostrato contro la capolista e sicuramente di testa dobbiamo dare qualcosa in più quando andiamo in trasferta, mentre in casa ci mancano i tre punti persi contro il Carpi, una sconfitta davvero immeritata e dura da digerire. La mia esperienza alla Juventus? Solo il fatto di entrare nello spogliatoio e trovare giocatori come Nedved, Del Piero e Buffon per me è stata un’opportunità incredibile, un’esperienza fantastica che non dimenticherò mai e fu proprio alla Spezia che giocai la mia prima gara da difensore. La differenza tra la mia esperienza al Cluj e la Serie B? In Romania ti trovavi a giocare contro quattro/cinque squadre che valgono quelle che si trovano nella nostra Serie A, mentre le altre farebbero fatica contro le formazioni della nostra serie cadetta; la vera differenza consiste nel fatto che nell’Est Europa si predilige molto il calcio palla a terra, con le squadre che cercano di impostare sempre da dietro, mentre qui in Serie B la palla sembra non fermarsi mai ed il ritmo è davvero alto”.

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