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Spezia, consigliere lascia M5S: Beppe Grillo si rafforza all’interno del Movimento

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Fabio Vistori con Federico Pizzarotti

LA SPEZIA. 26 MAR. Bye bye M5S. Dopo Effetto Genova fondato da Paolo Putti e dai fuoriusciti dal gruppo pentastellato di Tursi, nasce Effetto Spezia. Il consigliere comunale del capoluogo dell’estremo levante ligure, Fabio Vistori, ha lasciato il Movimento. I motivi sono spiegati in un lungo post pubblicato ieri su Facebook. Prosegue così l’emorragia nel M5S, ma in tal modo Beppe Grillo si rafforza perché elimina dissenso ed oppositori all’interno del Movimento.

“Sono stati consumati e distrutti – ha spiegato Vistori – quasi tutti i principi che sono alla base del movimento. Si è persa ogni parvenza di rispetto dell’altro. L’esclusione è divenuta modus operandi per evitare il confronto. Domina ormai, nel movimento, la cultura del nemico, una cultura che io rigetto. Domina una superficialità che porta a fondare la stessa identità di movimento sull’esistenza di un nemico, sempre, tanto che se non ne esiste uno occorre inventarselo. Senza un nemico, interno o esterno, il movimento attualmente non riesce a caratterizzarsi, in una sorta di regressione antropologica che sfugge la razionalità e lo rende pertanto inutile di fronte ai bisogni e problemi veri dei cittadini.
La forma associativa del m5s è solo fittizia visto che non vi è in pratica alcun modo o maniera con cui un singolo iscritto possa richiedere una riunione degli iscritti per portare in ordine del giorno e a votazione delle proprie istanze, siano esse sui contenuti, gli obiettivi la struttura o le cariche dell’associazione stessa.
I fatti di Genova sono la prova del nove di come nessuna istanza della base venga recepita e di come a regolare gli equilibri interni siano ormai meccanismi di caporalato e fideismo che con la meritocrazia e la democrazia partecipata nulla hanno a che vedere.
Ho avuto un contatto con lo staff, nei giorni scorsi, antecedente di poco i fatti che hanno portato alla vergognosa esclusione della lista di Marika Cassimatis. Ho colto l’occasione per farmi portavoce del disagio che un numero sempre crescente di attivisti liguri stava vivendo per le scelte operate nelle variazioni alle regole per le amministrative genovesi. Ho segnalato come il muoversi formalmente nell’ambito del regolamento ma il porsi ben lontani dai principi di inclusione e dallo spirito di condivisione che costituiscono le fondamenta del movimento stesso fosse la causa dell’allontanamento di un sempre maggior numero di simpatizzanti e attivisti.
Per tutta risposta, dopo la vittoria onesta e meritata di Marika Cassimatis i vertici hanno deciso un percorso completamente insensato e antidemocratico per imporre il candidato gradito a una ristretta cerchia di persone.
Nel mio contatto con lo staff avevo chiarito che quando il mio dovere nei confronti dei cittadini si fosse concluso io avrei lasciato il movimento.
A causa delle scelte illiberali ultime questo momento è giunto anzitempo, anche se di poco.
Ho sopportato di tutto, dagli insulti personali e le minacce di ex galeotti indultati e immanicati coi vertici, al silenzio assordante dei miei colleghi dai quali non ho avuto alcun attestato di solidarietà, nemmeno una parola, dalle querele del mio capogruppo in regione, Alice Salvatore, usate come manganello virtuale, alle diffamazioni di alcuni attivisti fanatici pronti ad accusarmi di essere un arrivista e a candidarsi subito dopo.
Non posso sopportare però il conclamato abbandono della democrazia in favore di un cieco fanatismo, né tanto meno la logica dell’uomo solo al comando, di cui fidarsi a prescindere.
Non avrei mai creduto di essere così sereno in questa decisione. Se me lo avessero predetto non ci avrei mai creduto, ma dietro di me non vi è più nulla di ciò che fu il movimento 5 stelle, dietro me lascio solo macerie percorse da serpi e da servi. Servi di chi è responsabile di quelle macerie.
E sono minoranza, sia chiaro. So perfettamente che sono tanti i portavoce liguri che sono a un passo dall’addio e pochi quelli che sostengono la linea ufficiale, ma poco importa: in assenza di spazi di confronto interni. Li esorto a trovare il coraggio di farsi avanti e esporre pubblicamente il proprio dissenso.
Qui con me ci sono donne e uomini liberi che non hanno smarrito il fine ultimo per cui il movimento era nato e insieme a loro spero di poter percorrere un’altra strada, quella che passa per coerenza e libertà. Accetto quindi di aderire a un progetto dove i principi valgono più delle regole e i valori più degli slogan.
La mia adesione alla associazione Effetto Spezia è il primo passo necessario per poter realizzare quella rivoluzione normale che ci ripromettevamo di compiere quando fondammo il movimento 5 stelle”.

 

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