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SPEZIA CALCIO, OGGI SPENTE 107 CANDELINE. CON UN DESIDERIO ESPRESSO…

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" title=LA SPEZIA 10 OTT. Lo Spezia nasce ufficialmente il 10 ottobre 1906, inserendosi così nel novero delle squadre di calcio più antiche d’Italia.
Il merito di questa fondazione va attribuito allo svizzero Willy Hurny e all’ing. milanese Riboni che, insieme ad alcuni benestanti connazionali presenti in città per motivi di lavoro, danno vita allo Sport Club Spezia, squadra che, in oltre cento anni di storia, segnerà pagine importanti sia nel calcio italiano che nella nostra vita e in quella di chi ci ha preceduto sugli spalti, prima di piazza d’Armi e poi del glorioso stadio intitolato alla medaglia d’oro al valor militare Alberto Picco. Le prime partite, spesso interrotte tra polemici dubbi di un regolamento tecnico non completamente assimilato, corrono disordinate e impetuose in Piazza d’Armi. Per cinque anni, tra nugoli di gente sempre più stupita ed eccitata, vengono organizzate partite stracittadine, tra gruppi rionali. In quegli anni d’inizio ‘900 non esisteva certamente un campionato di calcio come abbiamo adesso e le prime partite erano vere e proprie “amichevoli” tra squadre locali, oppure tra lo Spezia e le formazioni dei militari imbarcati sulle navi della Regia Marina. Nel 1907 lo Spezia organizza la sua prima leva calcistica per ragazzi inferiori a sedici anni. Sono anni in cui tutto è a livello amatoriale, ma grande è la passione per questo nuovo gioco da parte sia dei calciatori che degli spezzini che a centinaia seguono le partite. Il 20 novembre 1911, lo Spezia assume una fisionomia più precisa, in quanto la società cambia ragione sociale e diventa Spezia F.B.C. nome che manterrà fino agli anni ’80, e si dota di una società vera e propria alle spalle. Il Presidente è il Professor Francesco Corio, preside dell’Istituto Tecnico.
Al momento della costituzione della nuova società lo Spezia ha già cento soci che si riuniscono, per la prima assemblea, nella sala dell’Unione Fraterna, nei giorni stessi in cui l’Italia è impegnata nella guerra con la Turchia per il possesso della Libia. Il campo da gioco in quegli anni era la famosa piazza d’Armi, ormai ai giorni nostri di fatto scomparsa, per lasciare il posto ad edifici e a posteggi. In quei tempi lo Spezia affrontava, come detto, sia squadre locali che altre costituite da equipaggi di navi alla fonda nel porto; le cronache ricordano specialmente l’incontro del 20 gennaio 1912 con Virtus-Juventus di Livorno, terminato 2-2, con il primo gol dello Spezia segnato da Alberto Picco. Questo gol viene considerato la prima rete ufficiale dello Spezia e Alberto Picco il primo marcatore degli aquilotti.
Un debutto senza vittoria; ma giocatori come Giovannetti, Monteverdi, Danè, Cozzani, e soprattutto quell’ Alberto Picco, dal quale prenderà il nome lo stadio spezzino, lasciano la prima traccia in una storia ultracentenaria. I giocatori spezzini, a quei tempi semplici dilettanti come tutti gli amanti di quel nuovo sport, danno sempre prova di massimo impegno e serietà e si distinguono in tutti i campi e anche in famose trasferte toscane, oltre che in incontri con altre realtà cittadine; famosi resteranno oltre ad Alberto Picco, Ferrari, Danè, Colombo, Merani, Orsini, e molti altri giocatori. Lo Spezia comunque sta crescendo, sta diventando un qualcosa di veramente tangibile all’interno della città stessa.
Dello Spezia infatti si comincia a parlare un po’ dappertutto. È in auge la tradizione dei carri di carnevale e lo Spezia è citato in una canzone in vernacolo. Nel 1912-13 vengono creati i primi gironi nazionali, ed anche lo Spezia inizia le competizioni ufficiali della Federazione. La Federazione forma due gironi, uno settentrionale di diciotto squadre ed un altro centro-meridionale a dodici. Vince il campionato la Pro Vercelli che nella finalissima supera la Lazio per sei a zero.
È da quel momento che la formula del girone nazionale prende lentamente avvio. Nel 1913-1914 Sorgono altre società: il Pegazzano f.c e lo S.C. Virtus. Lo Spezia ha quindi rivali concittadini. Cominciano le prime beghe familiari; si tenta perfino di formare un nuovo Spezia con il nome di S.C. Spezia ma, dopo polemiche e una certa confusione, hanno vita iprimi derbyes, alcuni di un campanilismo acceso e feroce. Siamo nel 1914-1915; il mondo sta andando incontro alla prima guerra mondiale e per tale motivo molti aquilotti partiranno per il fronte.
La squadra, seppur agguerrita, risente parecchio delle assenze. Viene disputato un lungo torneo interregionale che vede impegnate squadre della Liguria, della Toscana, dell’Emilia e delle solite navi inglesi. Giocando contro gli inglesi il nostro football si affina.
Il dribbling fa la sua apparizione mettendo in luce uomini di grande fantasia. Le vittorie a Lucca e a Livorno riempiono di gioia. Lo Spezia conclude questo torneo degnamente, nonostante le assenze. Siamo in guerra (1915-1916) ma Piazza d’Armi, tra una istruzione militare e l’altra, concede ai numerosi football-men la possibilità di mettere in pratica questa nuova e suggestiva passione.
Il torneo amichevole dello scorso anno si è ingrandito, infatti è composto da 12 squadre per un totale di 14 gare. Sono partiti per la guerra Alberto Picco ed altri amici; quest’ultimi scrivono dal fronte incoraggiando i compagni alle lotte agonistiche. Si fa strada intanto il desiderio di partecipare ai campionati dell’Alta Italia che vanno prendendo sempre più il carattere di ufficialità.
Il 16 giugno 1915 giunge alla Spezia la notizia della morte di Alberto Picco sul campo di battaglia. Ai genitori giungono da ogni parte attestazioni di sincero cordoglio. È una notizia che diffonde ancor più il disagio, già grave, della guerra e quindi l’attività si va via via affievolendo. Nel suo nome lo Spezia prende parte ad un piccolo torneo. Il peso della guerra si fa sempre più sentire.
Il torneo è ora molto più modesto del precedente: vi partecipano tre squadre spezzine ed una viareggina, per un totale di sei partite.
Lo Spezia, molto ridotto nei ranghi, cede specialmente alle rivali locali e riesce solo a battere l’U.S. Viareggina a Viareggio per 3 a 1. In combattimento muore un altro valido giocatore dello Spezia: Orsini. Per tale motivo si ritiene irriverente continuare con le gare sportive. Lo Spezia chiude così i battenti con, nel cuore, il desiderio di ricominciare a guerra finita.

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