Spezia-Cagliari, Bjelica “Ripagare la Pazienza dei Tifosi”

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L'ex tecnico dello Spezia Bjelica
Il tecnico dello Spezia Bjelica
Il tecnico dello Spezia Bjelica

LA SPEZIA 15 NOV. Torna a parlare Nenad Bjelica e lo fa nella sala stampa del “Picco”, alla vigilia dell’importante sfida al Cagliari che porrà fine alla settimana di ritiro post-Trapani: “In quasi 60 partite alla guida dello Spezia Calcio non avevo mai visto la squadra offrire una prestazione come quella di Trapani, senza rabbia, grinta ne voglia di vincere; raramente mi sono vergognato, ma a Trapani non ho visto assolutamente lo Spezia che voglio, ho vissuto i sessanta minuti peggiori della mia carriera qui nel Golfo e vedendo i ragazzi interpretare la gara in quel modo, ad un certo punto ho perso anchio la voglia di parlare.

In settimana con i ragazzi ci siamo confrontati, siamo arrivati ad alcune conclusioni e credo che il ritiro sia stato molto utile per capire meglio certi problemi e cercare di risolverli, così come accade in tutte le famiglie; ora vogliamo soltanto ripagare la fiducia della Società, dei nostri tifosi e di tutta la gente che ama lo Spezia. La nostra analisi non è stata soltanto tecnica, abbiamo cercato di capire anche quali sono i nostri problemi dal punto di vista mentale e cos’è cambiato sul piano dell’atteggiamento rispetto alla scorsa stagione, ma ora serve una risposta sul campo, parlare meno e lavorare di più deve essere il nostro motto. Veniamo da sette giorni trascorsi insieme, ci siamo compattati, abbiamo fatto quadrato, ma è sul campo che bisogna dimostrare tutto, per rispetto a questa Società ed ai nostri tifosi, presenti numerosi anche a Trapani: il rispetto si guadagna con le prestazioni, con il sudore e con il sacrificio.

In questi mesi abbiamo sempre fatto il possibile per tenere il gruppo unito ed accontentare tutti, ma forse abbiamo accontentato fin troppo e sicuramente a partire da questa settimana abbiamo cambiato diverse cose; in questa prima parte ho visto una squadra imborghesita, è mancata la voglia di sacrificarsi per i compagni e con i ragazzi sono stato molto diretto e franco, così non è possibile vincere contro nessuno, perchè se dentro il rettangolo verde non si collabora, la squadra affonda. Ora i ragazzi hanno capito e sono convintissimo che contro il Cagliari mostreremo una faccia diversa rispetto alle ultime gare. Cosa abbiamo cambiato? Il lavoro sul campo, ma anche altre situazioni che però restano dentro lo spogliatoio.

 

La mancanza di ritmo delle ultime gare non è un problema fisico, piuttosto è mentale, c’è un calo di concentrazione e personalità, soprattutto quando si subiscono gol stupidi o in momenti delicati, come a pochi istanti dallo scadere della prima frazione o in avvio di ripresa; la mia analisi è che ci siamo imborghesiti e che ognuno pensa a se stesso e non ai compagni, pertanto alla prima difficoltà non siamo in grado di reagire, mentre quando le cose girano bene, abbiamo dimostrato di riuscire a portare a termine le gare senza problemi: abbiamo lavorato tanto sotto questo aspetto ed ora sono molto fiducioso.

Io in bilico? Mi importa soltanto il bene dello Spezia Calcio, è una società di 109 anni che c’era prima di Bjelica e che andrà avanti anche quando Bjelica non ci sarà più; io dormo tranquillissimo, sono molto autocritico e sicuramente quando la squadra non funziona come dovrebbe, è normale che ci sia qualche colpa anche del tecnico, ma io non mi arrendo, ho fame e voglio vincere.

Il Cagliari è una squadra molto forte che gioca solitamente con un 4-3-1-2, hanno calciatori molto esperti come Di Gennaro, Fossati e Dessena che formano un centrocampo di grande qualità, pertanto come sempre, ma a maggior ragione contro la capolista, dipenderà tutto dal nostro atteggiamento e dalla nostra voglia di vincere. Aggressività, intensità, unità d’intenti e voglia di vincere sono fattori determinanti ai fini del risultato finale, non lo è invece il sistema di gioco, infatti noi abbiamo dimostrato di riuscire a vincere con tanti moduli differenti.

Domani Terzi, Postigo ed Errasti saranno a disposizione della squadra, mentre Nenè non potrà essere della partita a causa dell’infortunio subito in settimana, così come De Las Cuevas; ad ogni modo domani i ragazzi conosceranno la formazione soltanto alle 11:30, non prima.

Catellani e Calaiò hanno giocato poco insieme, devono ancora trovare il feeling migliore, ma entrambi hanno grande voglia di aiutare la squadra a risollevarsi e sono determinati a far bene contro il Cagliari; nei primi 30′ di Trapani hanno giocato bene entrambi, normale che poi quando tutta la squadra è sparita, anche loro siano usciti dal gioco, d’altronde il calcio è uno sport di squadra che si gioca 11vs11, nessuno è capace di risolvere una partita se non è supportato al meglio dai compagni.

Voci sulla Società? Siamo in ritiro da domenica scorsa, non abbiamo letto nemmeno un giornale e non siamo interessati a nulla che non sia la sfida con il Cagliari.

Parigi? Una tragedia che ha toccato senza dubbio tutti noi, siamo vicini al popolo francese ed alle famiglie delle vittime di immenso dolore; credo che questa Società sia un esempio concreto di collaborazione tra popoli e culture differenti, non potevamo essere indifferenti a quanto accaduto”.

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