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Spese pazze, piccolo sconto di pena a Quaini e Piredda (ex Idv)

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L'ex consigliera regionale Maruska Piredda con l'ex vicepresidente Marylin Fusco

GENOVA. 25 OTT. Condanna confermata e piccolo sconto di pena, in appello, per gli ex consiglieri regionali dell’Idv, Maruska Piredda e Stefano Quaini, accusati di peculato nell’ambito dell’inchiesta Spese pazze. I giudici di secondo grado oggi hanno inflitto 2 anni e 6 mesi alla Piredda e 2 anni e 2 mesi a Quaini. Due mesi in meno rispetto alla sentenza di primo grado.

La Corte d’Appello ha infatti ritenuto alcune spese “giustificabili”. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado.

La vicenda si riferisce alle spese compiute dal maggio 2010 al dicembre 2012. Secondo l’accusa, i due ex consiglieri regionali avrebbero usato fondi destinati all’attività istituzionale del gruppo per acquisti personali come viaggi, pranzi e cene, capi d’abbigliamento.


Nel processo si sono costituiti parte civile la Regione Liguria e l’Idv. Quaini ha già risarcito il partito dipietrista. Le cause di risarcimento saranno trattate in sede civile.

Per altri quattro ex Idv riprenderà a novembre il processo con rito ordinario. Si tratta di Nicolò Scialfa, ex vice presidente del consiglio regionale, Marilyn Fusco, ex consigliere regionale, l’ex deputato Giovanni Paladini e l’ex tesoriere del gruppo Giorgio De Lucchi.

 

 

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