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Spese pazze, per la vice di Burlando era tutto regolare

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L'ex vicepresidente della giunta Burlando Marylin Fusco con Antonio Di Pietro

GENOVA. 6 DIC. Processo Spese pazze. Altro che sprechi. Almeno secondo Marylin Fusco, ex dipietrista e vicepresidente della giunta Burlando, che ieri si è difesa in aula in Tribunale a Genova. Tra le altre cose, ha spiegato di avere restituito del denaro e che poteva avere l’auto blu personale con l’autista, ma non ne ha mai usufruito, facendo risparmiare dei bei soldini alla Regione Liguria. Poi, che le spese per capi di abbigliamento erano lecite per il “decoro” dei consiglieri regionali e quindi rientranti nei “costi di rappresentanza”.

Quelle ed altre presunte spese pazze, per cui insieme ad altri ex consiglieri è stata dileggiata anche sui media e sui social, per Fusco erano “in tutto e per tutto collegate all’attività politica”. Insomma, tutto regolare. Di diverso avviso la procura genovese, che ha chiesto per l’imputata una pena di 4 anni e 8 mesi.

Prossima udienza il 23 dicembre, con l’arringa dell’avvocato Andrea Vernazza, legale del prof. ex Idv Nicolò Scialfa (richiesta pm di 6 anni di reclusione).


Maruska Piredda, l’altra ex consigliera regionale dell’Idv, ha già patteggiato una pena di 2 anni e otto mesi, l’ex collega Stefano Quaini di 2 anni e 4 mesi.

 

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