Spese pazze Idv, Burlando non testimonia e poi si scusa per “disguido”

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L'ex governatore ligure Claudio Burlando (Pd)
L'ex governatore ligure Claudio Burlando (Pd)
L’ex governatore ligure Claudio Burlando (Pd)

GENOVA. 16 GIU. Come sono obbligati a fare tutti coloro che sono citati in udienza in qualità di testimoni, avrebbe dovuto presentarsi nell’aula del Tribunale per rispondere alle domande del pm e degli avvocati difensori. Tuttavia, stamane non c’era. Ora l’ex governatore ligure Claudio Burlando rischia l’accompagnamento coatto.

L’ex ministro era stato citato dai difensori dell’ex vicepresidente della sua giunta regionale Nicolò Scialfa (ex Idv) ed è stato ammesso dal giudice come testimone della difesa nel processo sulle Spese pazze, sostenute da alcuni ex consiglieri dell’Italia dei Valori.

Burlando è stato riconvocato per il 14 luglio e per quell’occasione l’avvocato Andrea Vernazza, che assiste Scialfa, ha spiegato che è pronto a chiedere l’accompagnamento coatto.

 

Nel processo sono imputati anche l’ex consigliera regionale Marilyn Fusco, il marito ed ex deputato dipietrista Giovanni Paladini e l’ex tesoriere Giorgio De Lucchini.

Le accuse sono peculato e falso: i consiglieri si sarebbero fatti rimborsare vini, viaggi, libri, slip, pranzi, cibo per gatti, nel periodo tra il 2010 e il 2012 per un ammontare di circa 130 mila euro. Sono stati già condannati con rito abbreviato gli ex Idv Maruska Piredda (2 anni e 8 mesi) e Stefano Quaini (2 anni e 4 mesi).

Nel pomeriggio Burlando, che oggi non si trovava a Genova, si è però scusato per il “disguido” e ha assicurato che si presenterà in Tribunale alla prossima udienza. La raccomandata con la convocazione come testimone, gli sarebbe stata consegnata in ritardo.

 

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