Spese pazze, dirigente regionale e moglie del pm contro Bruzzone

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Paita a Bruzzone: lei è un pagliaccio, seduta sospesa in consiglio regionale
Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone
Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone

GENOVA. 28 MAG. A sette giorni dal voto, scoppia un’altra bomba ad orologeria collegata all’inchiesta Spese pazze della procura di Genova.

Guai a chiederne qualcosa alla dirigente regionale Afra Serini, moglie del pm genovese Alberto Lari, trasferita tra invidie e polemiche dalla Provincia alla Regione durante la presidenza di Monteleone (Udc) e confermata da Boffa (Pd), ma non da Bruzzone (Lega): “Al momento sono senza capo di gabinetto”.

La moglie del pm nei giorni scorsi avrebbe presentato un esposto in procura.

 

In sostanza, secondo indiscrezioni, Serini sarebbe stata avvicinata da qualcuno della Presidenza (l’addetta alla segreteria Anna Cavallini) per informarsi sull’inchiesta Spese pazze e limitare i danni per il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone, che quindi è finito un’altra volta nei guai.

Lunedì il leghista sarà ascoltato in procura da un collega del marito della dirigente regionale, ma gli interessati smentiscono le presunte pressioni.

“Sono estraneo ad ogni addebito – ha spiegato Bruzzone  – mi presenterò in procura e risponderò alle domande del pm. Sono tranquillo”.

L’ipotesi di reato potrebbe essere quella riconducibile all’articolo 319 quater, ossia l’induzione indebita a dare o promettere utilità: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da tre a otto anni. Nei casi previsti dal primo comma, chi dà o promette denaro o altra utilità è punito con la reclusione fino a tre anni”.

Nell’inchiesta Spese pazze sono rimasti coinvolti 25 fra consiglieri ed ex consiglieri regionali, accusati a vario titolo di peculato e falso. Fabrizio Graffione

 

 

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