Spenta la musica a Le Sharm di Sturla, la rabbia del gestore

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Spenta la musica a Le Sharm di Sturla, la rabbia del gestore

GENOVA. 30 NOV. Da anni Le Sharm di Sturla in via V Maggio a Genova Sturla, ha rappresentato un punto di riferimento per gli amanti della musica e del ballo soprattutto latino americano.

Ma da circa un mese il locale è senza musica, per le lamentele e le proteste, sotto forma di esposto, di alcuni abitanti della zona, circa 200, in particolar modo i residenti in via del Tritone, affinché Le Sharm ed altri locali vicini limitassero l’utilizzo della musica.

E proprio per venire incontro alle esigenze dei cittadini, nell’ultimo periodo il locale ha effettuato dei lavori di insonorizzazione della sala. I residenti, però, sono passati alle vie legali con il giudice che ha stabilito la sospensione della musica e il sequestro delle apparecchiature.

 

C’è da dire, però, che un sopralluogo fatto dalla polizia municipale con un test di valutazione di impatto acustico, ha disposto l’impossibilità di fare musica all’esterno del locale, confermando però la validità del Nulla Osta Acustico per quando riguarda la pista interna.

Ora il locale si trova con il giudice che ha bloccato le serate e la municipale che, dà il via libera.

Le Sharm, per ordine del giudice, abbandona così le serate musicali, che tra danza e karaoke da anni costituivano il punto di forza del locale di Sturla, ma rimane aperto come ristorante e pizzeria, lasciando, purtroppo a casa cinque dipendenti: un addetto alla cucina, due barman e due addetti alla sicurezza.

«Siamo da 60 giorni senza musica e se da un lato possiamo accettare il provvedimento che riguarda la musica sulla spiaggia, non capiamo il senso di far cessare la musica al suo interno – spiega Cristina Traverso, direttrice de Le Sharm – In questi anni, più volte abbiamo parlato con i residenti delle case vicine non riscontrando alcun fastidio per quanto riguarda la pista interna. Di questo passo saremo costretti a chiudere e Genova perderà un luogo storico per la musica e l’intrattenimento cittadino».

«La cosa che mi fa più rabbia – prosegue Cristina Traverso – è che non siamo riusciti neanche a fare l’ultima serata della chiusura estiva, il 30 settembre, in quanto ci hanno comunicato tale ordinanza. Senza contare che proprio quella sera altri locali vicino a noi stavano e continuano a fare tutt’ora musica e karaoke».

«E se a pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina – prosegue Cristina Traverso – qualcosa non torna. Erano diversi i locali oggetto dell’esposto dei cittadini, l’ordinanza però ha colpito solo noi; gli altri continuano a lavorare con la musica. Abbiamo fatto altri ricorsi ma sono stati rifiutati e se andremo avanti così saremo costretti a chiudere. Con la chiusura del locale, perderemo anche la concessione che abbiamo per la sua gestione. Per un nuovo eventuale gestore, che si troverà un locale risistemato e con sala insonorizzata, guarda caso, decadrà anche l’ordinanza di chiusura per la musica, punto di forza del locale». L.B.

10 COMMENTI

  1. Povia mia Zena ..fatta di gente vecchia nell’anima più che nel l’aspetto ..da ragazza andavo al Vanilla e quanto mi son divertita ,ma tanti si dimenticano che sono stati giovani e così ..spegne la città!

  2. Se sfori i limiti di inquinamento acustico ti fanno il mazzo ed è anche una contravvenzione che da origine un processo penale . E una cosa grave non c’entrano le firme basta una richiesta di verifica acustica

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